Storia delle destre nell’Italia repubblicana

Luglio 1960. Dopo violentissimi scontri a Genova e Reggio Emilia tra polizia e militanti di sinistra che hanno causato decine di feriti e cinque morti tra i manifestanti, il Governo Tambroni - un monocolore DC appoggiato dal Movimento Sociale Italiano - è costretto alle dimissioni. La strategia di “normalizzazione” dell’MSI e dell’estrema destra portata avanti dal segretario Arturo Michelini fallisce, il dogma dell’antifascismo viene rilanciato, il PCI “si riavvicina all’area della legittimazione”, il Paese imbocca la strada che porterà alla stagione del centrosinistra. È un momento di snodo essenziale nel complesso rapporto tra la Destra (anzi, le destre) italiana e l’Italia repubblicana. Il superamento della “damnatio memoriae” seguita alla caduta di fascismo e nazismo - ritenuti responsabili degli orrori della Seconda Guerra Mondiale - che sembrava a un passo, torna ad essere un’utopia politica. Il MSI si accontenta della condanna all’opposizione per decenni, una parte del movimento entra gradualmente in clandestinità, un’altra elabora progetti eversivi, un’altra ancora si sposta verso il centro…
L’antologia di saggi curata da Giovanni Orsina, docente di Storia contemporanea e vicedirettore della School of Government all’Università Luiss-Guido Carli di Roma, percorre i tanti rivoli del pensiero politico “destro” che attraversano gli ultimi sessant’anni di storia italiana. Gaetano Quagliarello offre una visione d’insieme e si interroga sulla sfida che l’unità europea rappresenta per le destre; Vera Capperucci racconta brevemente la vicenda politica della destra democristiana, Giuseppe Parlato quella del Movimento Sociale Italiano, Gerardo Nicolosi quella del Partito Liberale Italiano; Andrea Ungari fa un vivido ritratto dei movimenti monarchici in Italia; Eugenio Capozzi analizza la nascita e lo sviluppo delle ideologie antipartitiche e antipolitiche nel nostro Paese; Guido Panvini approfondisce il tema dell’eversione nera; Lucia Bonfreschi si occupa del fenomeno della Lega Nord e infine il curatore Giovanni Orsina racconta la parabola di Silvio Berlusconi e del cosiddetto “berlusconismo”. La struttura del libro ne rende la lettura agevole anche per i non addetti ai lavori, l’approccio è interessante sia per il lettore che guarda con simpatia la destra sia per quello che ne studia le caratteristiche dall’altro fronte.

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