Storia e teorie della salute e della malattia

Storia e teorie della salute e della malattia

Cos’è la malattia? Cosa intendiamo quando parliamo di salute? Niente di più facile e niente di più difficile che rispondere a due quesiti apparentemente scontati ma che in verità fanno riferimento a una visione del mondo storicamente determinata, alle tappe evolutive del pensiero umano, da cui derivano la storia del pensiero medico e delle acquisizioni scientifiche. È possibile spiegare razionalmente perché esista la malattia, quale sia la sua origine e il suo significato? In che modo la storia evolutiva e culturale ha condizionato le malattie dell’uomo? L’origine delle strategie di concettualizzazione della malattia coincide con l’origine del pensiero umano: da una concezione magico religiosa - rintracciabile ancora nel ricorso a maghi e guaritori – la malattia è stata definita prima attraverso un approccio naturalistico, volto a indagare mediante il ragionamento le cause naturali e, successivamente, all’interno di una cornice socio culturale. Ma come si è arrivati a definire le malattie come le riconosciamo oggi; quali strategie cognitive hanno condotto all’organizzazione delle conoscenze, alla codifica di segni e sintomi specifici delle diverse patologie e alla messa a punto di strumenti in grado di misurare, confrontare e standardizzare valori, utili nel processo diagnostico e prognostico? E infine, il declino delle malattie infettive è tutto ascrivibile ai progressi in ambito biomedico?

Poggiando su un solido impianto storiografico, il saggio ripercorre le tappe dell’evoluzione dei concetti di salute e malattia e le dinamiche che, nel mondo occidentale in particolare, hanno strutturato il sapere medico fino all’attuale paradigma della medicina basata sulle prove di efficacia. Il sintetico, ma esplicativo excursus storico non tralascia l’analisi sociologica e fornisce un punto di vista critico, utile per contestualizzare il pensiero medico e le idee di salute e malattia, mettendo in guardia dal rischio di “assenza di un senso della storia”, tale per cui si tende a credere che le conoscenze più recenti siano più vere di quelle passate. Tra le righe, emerge la riconosciuta competenza dell’autore, Gilberto Corbellini, docente di Storia della medicina e di Bioetica all’Università Sapienza di Roma, convinto detrattore del metodo Stamina, contro il quale è più volte intervenuto dalle colonne de “Il Sole 24 ore”, con il quale collabora, regalando ai lettori riflessioni raffinate sul panorama scientifico contemporaneo.



 

 

 

 
 
 
 

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