Storia universale della distruzione dei libri

Storia universale della distruzione dei libri

A Baghdad nel 2003 è in atto una nuova forma di distruzione della cultura. Dopo la conquista della città da parte delle truppe americane inizia infatti un vero e proprio processo (oltretutto, va senza dirsi, ambiguo e sommario) di annientamento per omesso intervento: i soldati americani non bruciano i centri della cultura irachena, ma nemmeno li proteggono, dando carta bianca alle bande criminali. A questo vandalismo si aggiunge quello degli innumerevoli saccheggiatori incoraggiati da una propaganda che seminava l'odio verso i simboli del regime di Saddam Hussein. Il 12 di aprile tutto il mondo sa della razzia del Museo archeologico: una trentina di oggetti di enorme valore scompare, più di quattordicimila reperti minori sono rubati, le sale vengono distrutte. Due giorni dopo un incendio distrugge un milione di libri della Biblioteca nazionale, e brucia anche l’Archivio di Stato. Ma questa storia inizia nella notte dei tempi: per molte concezioni infatti i momenti della distruzione e della creazione sono le sole alternative dell’universo…

Fernando Báez è uno scrittore, poeta e saggista venezuelano, e questo è il libro che gli ha dato maggior fama. Non è difficile da capire perché: prima di tutto è molto chiaro, e poi è assai interessante, fluido benché sia pieno di dati e citazioni e abbia una mole monumentale. Niente affatto accademico o noioso, stimola un’ampia riflessione, in primis sulla natura umana. Se è vero che la cultura è l’unica ricchezza per la quale non si devono temere ladri, al massimo qualche tiro mancino della memoria, è altrettanto vero che viene piegata dai regimi a proprio uso e consumo per propaganda. Nel momento del crollo del totalitarismo, dunque, anche i libri vengono condannati alla dannazione. Quelli naturalmente sopravvissuti alla prima censura, quella del regime stesso. Il libro, quale che sia, fa pensare, dunque, per chi ambisce al controllo, è nemico, pericoloso. L’autore, passando dalla Mesopotamia a Londra alla Spagna franchista al Reich del “bibliocausto nazista” e altrove ancora, mescolandovi anche suoi ricordi personali, compone una cronistoria avvincente, importante e piacevole a leggersi.

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