Storie di martiri, ruffiani e giocatori

Storie di martiri, ruffiani e giocatori

I cani credevano che lui fosse un santo. Lui, Gennarino, ne aveva con sé tanti: tutti i bastardi del paese lo seguivano, erano sempre accanto a lui. Gennarino non era, di certo, nato santo. Ma, a causa di una misteriosa malattia, era diventato l’uomo che era: bighellonava per il paese – un piccolo borgo calabrese – mostrando ai compaesani le mani con le sue stimmate. Tutti lo prendevano in giro, gli adulti cominciarono ad ignorarlo e i più piccoli erano sempre più feroci nei suoi confronti. Gennarino non faceva che entrare ed uscire dagli ospedali. Sempre più pieno di farmaci da prendere, gonfio, sfatto. Gennarino aveva solo un desiderio: andare il treno. La vita del piccolo paese calabrese era divisa da una data: il giorno in cui la stazione era stata smantellata e non ci si fermava più neppure un treno. Erano isolati. Certo, c’erano i bus. Ma a Gennarino interessava salire su un treno. Un giorno ci è salito davvero. Non è ancora tornato nel suo paese. Ma lo aspettano ancora…
Vicolo Cannery è un’agenzia letteraria con un blog aggiornato quotidianamente (www.vicolocannery.it/). L’antologia di racconti che la casa editrice CaratteriMobili ha pubblicato è una collettanea di tutti gli autori che quotidianamente animano il blog e che fanno parte dell’agenzia letteraria. L’operazione è estremamente interessante. Il ritratto che ne viene fuori è quello di una Italia caleidoscopica, di uomini e donne “brutti sporchi e cattivi”, immersi in una realtà che fanno fatica a decodificare, che non comprendono e che, forse, non hanno neppure voglia di capire nella propria interezza. Storie di martiri, ruffiani e giocatori mostra la periferia del nostro paese, la geografia delle piccole cittadine di provincia o le periferie abbandonate delle grandi città in cui i protagonisti vivono e sopravvivono. Probabilmente il progetto in se sarebbe potuto essere più organico, più omogeneo. Ma forse è proprio la vibrante mescolanza delle storie, degli stili il punto forte del volume. Il lettore troverà da sé le storie che resteranno impresse nella propria anima e che saranno spunto per riflettere sulla nostra contemporaneità.

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