Storie di Parigi

Storie di Parigi

Il 9 ottobre 2011, una domenica pomeriggio, l’inusuale viaggio di Franco è alla sua tappa iniziale. Sono passate da poco le due e l’ingresso a nord est del cimitero parigino di Père Lachaise, con i suoi illustri “ospiti”, è testimone dell’impresa del moderno flâneur, come lo definirebbe Charles Baudelaire che ha scelto la capitale francese come meta. Non per una canonica gita turistica tra musei e monumenti, quanto piuttosto per un “viaggio a più dimensioni”: c’è la Parigi reale, quella dei venti arrondissements disposti a spirale dal centro alla periferia, nati a partire dal 1795, la Parigi della Tour Eiffel e di Montparnasse, e al contempo c’è la Parigi del cinema e della letteratura, della musica, della modernità. Franco attraversa a ritroso gli arrondissments, dal ventesimo al primo che rappresenta il cuore stesso della città, il suo centro geografico, compie numerose deviazioni per seguire la mappa tracciata, con un andamento che lui stesso definisce “caotico, frattale”. Eppure, nonostante la via sia stata tracciata in precedenza e ben studiata, Franco si prefigge di percorrere ogni passo con l’atteggiamento di un uomo che semplicemente vaga attraverso il labirinto immaginario che la città costituisce, una città di immenso fascino e incanto…

Il vercellese Franco Ricciardiello già a vent’anni scriveva romanzi di fantascienza, suo il premio Urania del 1998 per il miglior romanzo italiano di fantascienza con Ai margini del caos. Insegnante di scrittura creativa con all’attivo anche gialli, un thriller e diverse raccolte di racconti, confeziona qui un volume ricco e straripante di immagini, suggestioni, note storiche, riferimenti cinematografici e letterari. Quella che emerge dal suo cammino di sette giorni lungo cinquanta chilometri di strade e vie è una Parigi a più strati, “l’ipertesto di una Parigi mentale” da I miserabili di Victor Hugo a La Marsigliese di Jean Renoir, da Giovanna d’Arco di Luc Besson con la straordinaria Milla Jovovich nei panni della pulzella d’Orlean, dalla Bibliothèque Nationale de France al Panthéon del quinto arrondissement. Un caleidoscopio di citazioni e atmosfere che consentiranno di certo di guardare Parigi con occhi differenti e con maggior preparazione, evitando magari per una volta i percorsi canonici tracciati sulle guide turistiche vantaggio di una città che è diventata cornice, protagonista e scenario di letteratura, cinema e arte.



 

 

 

 
 
 
 

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