Stragi

Stragi

La sera del 6 dicembre 1991 in quella villa nella campagna di Valguarnera, nelle vicinanze di Enna, ci sono tutti i “pezzi da novanta” di Cosa nostra: il “capo dei capi” Totò Riina e boss del calibro di Giovanni Brusca e Bernardo Provenzano. Il clima è molto teso. Il maxiprocesso voluto da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino è agli sgoccioli e la mannaia giudiziaria sta per cadere sull’organizzazione mafiosa. Bisogna “fare la guerra per fare la pace” sostiene Riina, colpire lo Stato con azioni clamorose per costringerlo a venire ai patti con la cupola. Ed ecco le bombe prima a Capaci, poi in via D’Amelio. Lo stragismo segna l’inizio di un’oscura trattativa con le istituzioni che deve assicurare alla mafia impunità e affari. Di lì a poco il gioco si complica e uno per volta Riina, Brusca, Provenzano vengono catturati…

Le stragi del ’92-94 furono “pure”, ovvero solo mafiose, oppure progettate con consorterie eversive parallele? Intorno a questa domanda ruota la tesi principale di Stragi: la possibile convergenza di interessi tra Cosa nostra e il cosiddetto “sistema criminale”, un microcosmo di forze diverse – piduisti, terroristi neri, gladiatori, servizi deviati – tutte con lo stesso obiettivo: destabilizzare lo Stato italiano. Se la stagione delle bombe per i corleonesi rappresentava uno strumento di pressione sugli apparati istituzionali, per i presunti golpisti doveva portare alla fine della classe politica del Paese e all’instaurazione di un nuovo ordine. Attraverso ipotesi suggestive e inquietanti sui molti misteri che avvolgono le connivenze tra mafia e occulte strutture di potere è ricostruito il cruciale e complicato passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica. Rita Di Giovacchino, grazie a una profonda conoscenza della materia criminale, è brava nel mettere a fuoco i gangli nodali della strategia della tensione. Si può essere d’accordo o meno con le sue congetture, certo è che Stragi è scritto in uno stile accattivante, lo si legge come un romanzo più che come un saggio. Ma un romanzo drammatico e realistico.



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