Studi d’affezione per amici e altri

Studi d’affezione per amici e altri

Le antiche novelle – dal duecentesco Novellino al Decamerone, dalle raccolte del Quattrocento a quelle del Cinquecento – possono essere visitate con lo stesso spirito con cui entreremmo nei bazar di merci pregiate. La varietà di questi zibaldoni, costituiti da collezioni di aneddoti, favole e leggende giunti dalle rotte dei pellegrini e dei mercanti, si presentano a noi come suk arabi dove è ancora possibile trovare profumi e spezie, gioielli e stoffe legate alle circolazione dei commerci del Nord Africa. L’Orlando furioso, affrontato, invece, con quella contentezza che solo i poemi cavallereschi riescono a darci, perdendo di vista noi stessi per inseguire a nostra volta Angelica tra i vani sentieri di una selva boschiva in cui tutti corrono alla ricerca dell’inafferrabile oggetto dei desideri. Si può scendere ne La piazza universale di tutte le professioni del mondo di Tommaso Garzoni per il solo piacere di assistere agli spettacoli di saltimbanchi e buffoni, mimi e istrioni, ascoltare ciarlatani e venditori di false reliquie, osservare puttane e ruffiani, difendersi da imbroglioni e borsaioli del XVI secolo. Ritrovare tra le pagine di Vittorio Imbriani il piacere dell’ingenuità, l’umore di Baudelaire e del giovane Rimbaud nelle prose senza meta di Antonio Delfini o perfino sollievo nei vagheggiamenti dello Zibaldone leopardiano. Basta provare a Vedere con gli occhi chiusi come faceva Federigo Tozzi…

Gianni Celati, narratore, traduttore e critico letterario, è uomo di grande cultura che con arguta penetrazione critica sa spaziare pressoché in ogni ambito della letteratura, portandovi il lume della sua solida preparazione umanistica e di uno sterminato raggio delle sue letture. Ne costituiscono una testimonianza questi suoi Studi d’affezione per amici e altri in cui sottrae una selezione personale di testi dalle secche in cui giacciono arenate le relative chiglie con il loro prezioso carico di simboli. Celati ne evoca la storia e il significante come un’attenta guida turistica e, senza che lo abbia voluto, ne raccomanda la lettura come il più coscienzioso dei precettori. Egli ci parla del modo di visitare i libri con una capacità divulgativa in cui la complessità dei temi non lascia mai in secondo piano la dimensione narrativa. Il tono è lieve e affettivo, ricco di considerazioni e approfondimenti sia quando l’occhio si sofferma sugli intensi ritratti dei grandi protagonisti della storia della nostra letteratura, sia nel momento in cui la mano estrae dalla fornitissima libreria il testo di un autore meno noto. E, benché non manchino comunque acuti affondi critici sul contenuto delle opere, la modalità di leggere la realtà letteraria è tale da indurre lungo tutte le pagine una straordinaria e prolungata fascinazione nel lettore. Non perdetevelo.

 

 


 

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