Sudeste

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Río de la Plata (foce del Paranà). Il Boga – due occhi da pesce moribondo – sbarca il lunario con i giunchi. Lavora e vive insieme vecchio sul Rio Anguilas. La mattina presto lasciano la capanna di due stanze dove dormono e tornano la sera. Il vecchio si lava e indossa una camicia pulita, mentre il Boga si infila un paio di pantaloni sopra le mutande e si accoccola in un angolo della veranda. Non parlano quasi mai, ma si intendono a meraviglia. Poi una mattina il vecchio si piazza sulla veranda con una coperta sulle gambe e rimane lì per giorni e giorni. Dice che deve morire. E lo fa davvero, un giorno di inizio estete. Il Boga, la vecchia e il Bastos – un amico – riescono a caricarlo su una lancia e a portarlo in ospedale, dove il vecchio si spegne in poco tempo. Tornati alla capanna il Boga mette tutte le se cose in una sacca di tela tutta incatramata, sale su una barca e se ne va. Il fiume lo aspetta e lo accoglie nelle sue anse. Per il Boga inizia una nuova vita. Una vita solitaria e raminga, lui e il fiume. Il fiume che non perdona, che salva, che nasconde e che non dimentica…

Sudeste è il primo romanzo del giornalista e scrittore argentino Haroldo Conti (1925-1976), scomparso nel 1976 a soli 51 anni. Scomparso nel senso che di lui si perse ogni traccia quando, in seguito al golpe militare argentino, venne sequestrato. Da quel momento, Conti divenne un desaparecido. Pubblicato nel 1962, Sudeste riscosse subito un grande successo di pubblico e di critica, aggiudicandosi il premio Fabril. A 56 anni dalla sua pubblicazione, Exòrma traduce per la prima volta in italiano questa encomiabile opera di narrativa. Conti possedeva una casetta lungo il delta del Paranà, amava quel fiume, le sue isole, la sua gente, i suoi silenzi. E questo profondo amore, questo profondo attaccamento, emerge con forza dalle pagine del libro. È una scrittura giornalistica, la sua, ma allo stesso tempo incredibilmente poetica e delicata. Una scrittura che segue con discrezione e puntualità il Boga, un lupo di mare – anzi, un lupo di fiume – rude e solitario che vive il fiume senza se e senza ma, abbandonandosi alla deriva delle acque e della sua stessa vita. Un romanzo dalle tinte delicate ma dai lineamenti duri e marcati. Un grande merito va al traduttore Rino Magliani, per aver mantenuto inalterata tutta la poesia si queste pagine.



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