Sui passi di Francesco

Sui passi di Francesco

Non sa cosa fare, non crede che l’uomo telefonerà mai al canile. Non crede nemmeno, anche se chiamasse il canile, che qualcuno si prenderebbe mai la briga di controllare il codice sul collare per capire a chi appartenga. Izzo, Dan, Marco e Giorgia non dicono nulla. Si osserva in terza persona mentre il tizio gli mette in mano un pezzo di corda marcita. Si osserva mentre rincorre la cagnetta, che scodinzola e si rotola nel fango credendo che voglia giocare con lei. Si osserva mentre la blocca e, aiutato da Piccio, le lega la corda come un guinzaglio, mentre lei lo guarda senza capire che cosa stia succedendo. Si osserva mentre la ascolta guaire quando la strattona verso la cancellata corrosa dalla ruggine. Sta già per fare il nodo quando incrocia i suoi occhi persi. È solo un attimo, ma basta a farlo tornare dentro al suo corpo. Non la lascia. Se è questo il prezzo che il cammino vuole, per lui il cammino finisce qui…

San Francesco è forse in assoluto il santo più amato di tutti. Il ricco che si spoglia dei suoi beni e si fa povero per aiutare i bisognosi, senza mai un’espressione arcigna, ma anzi, perdonando, sorridendo, glorificando, cantando la natura e la sua bellezza, parlando finanche con gli animali. È figura Christi per antonomasia. E un viaggio è un percorso, se lo si affronta come si deve è una vera esperienza di vita, mistica, religiosa, trascendente, al di là della fede, dalla quale non si torna uguali a come si è partiti, bensì molto più consapevoli del mondo, del proprio posto in esso, delle opportunità molto più semplici di quello che si pensa per renderlo migliore. Sassuolo, Bologna, Arezzo, Bibbiena, La Verna, Pieve Santo Stefano, Montagna, Montecasale, Sansepolcro, Citerna, Monterchi, Città di Castello, Umbertide, Gubbio, Biscina, Valfabbrica, Assisi: decine e decine di chilometri, varie tappe, scandite da riflessioni, parentesi e interludi. È questo tutto ciò di cui parla Fontana, con lirica semplicità: è un reportage, è un racconto, è una confessione, è una guida e uno sprone a mettere nel giusto ordine le priorità della vita, e si può farlo anche attraverso un cammino lento, a piedi, con altri tempi, altre modalità rispetto a quelle frenetiche cui siamo abituati, per riscoprire l’essenziale. Che è invisibile agli occhi, spesso, ma camminando si osserva tutto in modo diverso.



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