Suite francese

Suite francese

Le strade di Parigi non sono più le stesse da quando i tedeschi le hanno invase con le loro dure, monotone divise, i passi pesanti, il rumore roboante dei mezzi da guerra e delle armi. Il destino che accomuna la popolazione è uno solo: tentare di fuggire in un esodo di massa che confonde e travolge, come un fiume in piena, i più ricchi e i più miserabili. E ciascuno nelle strade brulicanti cerca di mettere in salvo quello che ha di più caro: i Péricaud, una famiglia di ricchi borghesi, l’argenteria, la raffinata biancheria, gli oggetti preziosi aiutati e seguiti come ombre dai domestici che restano loro fedeli anche nelle più terribili avversità; il giovane prete Philippe Péricaud i suoi ragazzi in un cammino di redenzione; Gabriel Corte i propri manoscritti che rappresentano non soltanto la fonte di sostentamento ma la sua ragione di vita che lo separa dal resto del mondo; Charles Langelet i suoi pezzi d’arte che antepone perfino alla vita umana. Ma le difficoltà non conoscono privilegi di casta e tutti si ritrovano a ricercare affannosamente la benzina per lasciare quella città di terrore e devastazione il più in fretta possibile, ad agognare un qualsiasi alloggio, a bramare il cibo che passa centellinato di mano in mano. Solo i Michaud, in questo quadro di desolazione di una Tempesta di Giugno, mantengono la propria dignità morale e umana. Ma dove sono finiti i sogni e le passioni? Spuntano lievi in Dolce, in un amore sospirato e mai consumato tra Lucile e Bruno. Lucile, giovane donna di campagna, vive in un piccolo villaggio della Francia appena occupata dai tedeschi, in una grande casa insieme alla gretta suocera dopo un matrimonio combinato con Gaston Angellier, ora prigioniero in Germania. Neppure l’arrivo dei figli riesce a dare alla donna un po’ di serenità. È la guerra nella sua crudeltà a portarle e farle scoprire la delicatezza dei sentimenti, nati dall’incontro con il giovane tenente tedesco Bruno, che è costretta dagli occupanti ad ospitare in casa, e che si rivela uomo gentile amante, come lei, della musica e della lettura. È l’unione di due anime che vincono la crudezza della guerra…
Suite francese è il romanzo incompiuto di Irene Némirovsky che raccoglie solo due movimenti, due romanzi, dei cinque previsti nell’idea originale. Filo conduttore di entrambe le storie è la guerra, della quale però compaiono poche immagini cruente: solo due accenni a Hitler dominatore, nessun commento sui nazisti e le SS, descritte con aggettivi scarni e poco caratterizzanti. È infatti la guerra della gente comune, di chi vive quotidianamente la sua crudeltà, l’ingiustizia, le amarezze, le privazioni e non quella violenta dei fautori e dei capi delle nazioni che filtra attraverso gli occhi e i pensieri dell’autrice. Sono i sentimenti spesso posti in contrapposizione – la miseria e l’egoismo, la vigliaccheria e l’eroismo, la tolleranza e il delitto – che la Némirovsky accosta in questo destino che sente bruciare anche sulla propria pelle ed esamina all’interno di una società borghese, spaventata, vile, gretta ed ipocrita, su cui planano le critiche più acerrime ed implacabili. Si delineano così, pagina dopo pagina, facendo emergere alla coscienza la vera natura di ciascuno individuo, i meccanismi delle reazioni umane dei vincitori e dei vinti determinate dall’emergenza, dalla paura e dalla perdita del controllo sulle proprie azioni, sulla propria vita e su quella dei propri familiari. È come se in un messaggio universale l’autrice insegnasse che i grandi eventi della storia travolgono le esistenze, determinano i destini, si abbattono come un violento temporale che sembra non voler più finire, spazzando via tutto ciò che incontrano. Poi, così come sono venuti, in un ritmo dolce che sa quasi di una nuova sinfonia, passano e laddove salta il senso della vita e della morte, franano perfino le barriere di coerenza, di razionalità che fino a un giorno prima avevano puntellato ogni convinzione. Ed è lì che trova spazio il sentimento, che si dà voce al cuore, come un “dono dell’anima che precede quello del corpo”, più importante della carne perché esso risana anche le piaghe e le angustie più profonde e la spiritualità del sentimento sfiora persino la felicità, e si dischiude nella libertà di amare. Oltre la guerra. Oltre l’odio, oltre i pregiudizi. Oltre la morte. Perché questa è la vita.

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