Sul soffitto

Sul soffitto

Il grigio. Il grigio delle nuvole, dell’elefante, dell’ippopotamo. Grigio è la “sottile manifestazione del visibile, ciò che si distingue appena dal nulla o se ne avvicina di più”. Anche lui è un uomo vestito di grigio, dalla testa ai piedi, un uomo comune, “uno che somiglia”. Ma nonostante il suo grigiore tutte le volte che esce le persone lo notano, lo guardano – male, sia chiaro – additandolo. Lui, fin da bambino, esce con una sedia rovesciata sulla testa e con essa vive un rapporto simbiotico. C’è pure chi non lo addita: sono i suoi amici. Come l’impagliatrice di sedie che cresce i suoi bambini nella sua pancia e non li partorisce per evitare che conoscano le brutture del mondo, come Kolski che attende che il suo fetore un giorno assuma consistenza per poter modellare una statua “un’opera colorita, leggera, indistruttibile che avrebbe chiamato La primavera” o come Topouria, l’uomo che crede di essere una gru. Capita che un giorno vengano sbattuti fuori dalla loro abitazione, il cantiere di una biblioteca mai realizzata, e decidano di trasferirsi a casa dei genitori di Méline, la sua fidanzata. Lì vivranno sul soffitto, a testa in giù, sfidando la legge di gravità…

Chevillard, autore di numerosi romanzi, vincitore di numerosi premi nonché creatore del blog “Autofictif” nel quale giornalmente pubblica tre aforismi di carattere ironico e provocatorio, con Sul soffitto, edito in Francia nel 1997, per la prima volta viene pubblicato e tradotto in Italia. Entrare nel mondo di Chevillard significa rimanere spiazzati, destabilizzati, perdere punti di riferimento, cambiare continuamente prospettiva. Il protagonista e i suoi amici fuori dalle righe al limite dell’assurdo ci conducono, con continua ironia, in un mondo capovolto e, soprattutto, in un universo destinato a privarsi della fissità: della routine, a ben vedere. Non è un caso che Chevillard sia stato considerato l’erede di Alfred Jarry, fondatore della patafisica, il cui obiettivo era, appunto, quello di studiare le regole che studiano le eccezioni. È chiaro qui il volersi distaccare drasticamente dalle convenzioni, dagli usi e, in genere, da tutto ciò che sia codificato o comunemente accettato e dato per normale e vero. Distacco dalle convenzioni non solo per quanto concerne la trama – che già di per sé basterebbe – e per i concetti spesso complessi, ma anche per lo stile e il lessico utilizzato, assai ricercato, per l’uso particolare dei segni di interpunzione, per i periodi talora prolissi e l’uso abnorme di incisi che aprono altri mondi all’interno della narrazione. A fine lettura rimane un senso di smarrimento e la certezza di aver letto un bellissimo romanzo certamente merito anche dell’ottima traduzione. Una curiosità: l’artista canadese Ted Hierbert ha reso omaggio all’opera con il progetto On the ceiling realizzando 39 fotografie ritraenti persone con una sedia in testa o appese al soffitto. Buon rovesciamento.



 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER