Suona per me

Suona per me
A Diana la vita di provincia comincia a stare troppo stretta. I suoi coetanei sono davvero superficiali, sempre più spesso se ne accorge dai discorsi con la sua amica Vale, interessata più al gossip locale che ai problemi seri. E non sembra esserci proprio nessun altro, dato che il suo Ale è andato in Corsica per lavoro per due mesi. Ben presto anche lui, però, sparirà nel nulla. Diana sente che dovrebbe andare “oltre”, lontano e staccare: l’occasione le viene offerta dalla zia, Elena, pronta a partire per un viaggio in Francia che unirà il lavoro alla vacanza. Dopo qualche giorno passato tra gli sfarzi della capitale francese, Diana e sua zia si recano a Torcy da Sophie, un’amica di Elena. È qui che Diana conosce Victor, un ragazzo tanto affascinante quanto tenebroso. Non ha patria, dice di essere “un cittadino del mondo”. Sostiene di essere venuto a stare per un po’ dal nonno per porre fine a litigi familiari che vanno avanti da troppo tempo. Tra i due sembrano esserci più conflitti che intese. Per Diana non è difficile capire che Victor nasconde qualcosa. Ma cosa? E pian piano si lascia affascinare e conquistare da quel ragazzo a volte così cupo fino a trascorrere la notte insieme a lui. Notte di confessioni, perché  il passato di Victor ha degli scheletri nell’armadio: non riesce a perdonarsi la morte in un incidente di un amico che guidava l’auto, mentre lui accanto sedeva strafatto. Notte di dolci note musicali: che piacevole scoperta la passione di entrambi. Notte d’amore. Una notte che non avrà seguiti… Adesso Diana è cresciuta, sta per compiere 25 anni ed ha un compagno, Leo, commercialista. Cosa condivide Diana con quell’uomo? “forse solo l’amore per i pop-corn”, dice lei. Diana ha fatto domanda presso l’Università degli Studi di Roma come ricercatrice in una capitale europea: la sua voglia di fuggire dalla quotidianità è ancora presente. Un giorno, proprio mentre sta andando in agenzia di viaggi dove già Leo l’aspetta per prenotare la loro prossima vacanza, le arriva un telefonata: la domanda è stata accettata. Diana può partire: destinazione Praga. Una liberazione per lei che non immagina ancora quali emozioni la musica potrà regalarle in una delle città più romantiche del Vecchio Continente…
Che i premi letterari siamo una moda ormai si sa, che molti – e forse alcuni di quelli più noti - siano apertamente criticabili per i loro meccanismi, pure. Ma il titolo che si è aggiudicato nel 2009 Suona per me è degno di rilievo proprio perché in controtendenza. Il Premio Nanà nuovi scrittori per l’Europa, infatti, ha una giuria del tutto particolare, che niente ha a che fare con le competizioni più blasonate che vedono giurie elitarie. Un premio con una giuria in controtendenza, un riconoscimento popolare e cristallino: i giudici, in questo caso, sono stati duecento studenti che frequentano le scuole superiori, sia licei che istituti tecnici o professionali, provenienti da tutta Italia o residenti in Europa. Cosa può aver colpito la mente di centinaia di teenager che spesso definiamo vuoti e privi di interessi costruttivi? La non banalità, mi sono data come risposta. Di storie d’amore sono piene le librerie, ma l’aver inserito delle valide varianti, come quella musicale (ma non solo) che possono suggerire degli spunti di riflessione, ha giocato a favore di Giusella De Maria, giovane autrice di Cava De’ Tirreni, versatile e con i piedi ben saldi per terra. Infatti, è la musica classica il motore di questa storia, ciò che va oltre le distanze fisiche, la passione comune dei nostri due. Avvicinatevi a Suona per me senza pregiudizi proprio come ci insegnano i ragazzi che l’hanno premiato, e anche voi come loro saprete emozionarvi.

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