Tanta vita

Tanta vita
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Una mattina d’autunno a Minorca. Su due letti, due donne: Beatriz con l’herpes zoster e Mencía, novant’anni e un braccio rotto. Nonna e nipote. Tra il dolore e le continue interruzioni della nonna, Bea proprio non riesce a scrivere. Scrive perché qualcuno l’ascolti e Mencía le ricorda continuamente che, invece, il suo è solo un bisogno di essere amata. A Mencía, infatti, non piace affatto Arturo, il marito avvocato di Bea. Adesso ancora meno perché non è lì a prendersi cura di lei. E non le piace neanche il marito di Flavia, colpevole di non amarla. A suo dire, la mancanza di amore è anche la causa dell’anoressia di Inès. La nonna non risparmia nessuno e spara sentenze nei denti a tutti. A novant’anni può ormai permettersi di essere sincera fino alla crudeltà. La verità prima di tutto, malgrado tutto. E la verità è che lei non vuole tornare a casa di Flavia. Su questo punto proprio non vuole discutere. E sua figlia Lía, che la accudisce con grande tenerezza, lo sa. Nello stesso momento, la sorella Flavia è a casa con suo marito Hèctor. Senza sua madre tra i piedi si sente terribilmente sola. Ma non vuole proprio ammettere che senza di lei non riesce a vivere, nonostante le ferite che le ha inferto e nonostante la detesti per averle impedito di vivere il grande amore della sua vita…

Tre generazioni di donne, tutte diverse. Tutte, però, alle prese con problemi coniugali. Tutte impegnate a vivere a fondo le proprie relazioni. Prima di tutto quelle familiari. Soprattutto quelle con le altre donne della famiglia. Una famiglia nella quale gli uomini fanno solo da contorno e, se va bene, da controcanto. Una famiglia matriarcale nella quale nonna Mencía, con la sua lingua tagliente, spadroneggia e tesse la trama delle vite di figlie e nipoti. Quasi a tiranneggiarle. Eppure riesce a risultare estremamente simpatica, nonostante tutto. La narrazione si sviluppa attraverso lo sguardo femminile che si alterna (a sorpresa, visto che all’inizio di ciascun capitolo non viene palesato quale sia la voce narrante), in un viavai di sentimenti che percorrono tutta la scala di gradazioni dei sentimenti umani. Sempre, però, con un taglio ironico che alleggerisce anche i momenti più tristi e malinconici. Profondo e coinvolgente, Tanta vita non è solo un romanzo corale. È la storia di tutte le donne della Storia, magistralmente narrata da un uomo capace di tanta immedesimazione da suscitare emozioni forti che vanno dal pianto al riso. Perché la vita è questa. E le donne, si sa, non si tirano davvero indietro. Mai.



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