Tanto cielo per niente

Tanto cielo per niente

La vita di Stella e Maurizio scorre sui binari della pace domestica, anche se l’afflato amoroso degli inizi sembra svanito, corroso dalla disabilità di Chicco che assorbe ogni energia della madre. Che dovrebbe fare, Stella? Lasciare qualcosa di intentato? Se una speranza c’è, che quel piccoletto riesca a sentire, sua madre la vuole cercare e percorrere. Non importa cosa bisogna sacrificare. Per fortuna, Maurizio è un padre attento e amorevole per la maggiore, Lucia, figlia di una precedente relazione di Stella; lui non ha mai dato peso alla cosa e la bambina cresce serena, adorando la sua famiglia. Di quell’uomo del passato, del resto, lei non ha mai voluto parlare e dunque nel tempo i contorni sfumano quasi fosse una creatura mitologica. Sul terreno arido del rapporto coniugale dei due si innesta il seme del tradimento: Maurizio si innamora di una sua cliente e vive un dibattito interiore che oscilla tra la versione marito devoto e quella uomo innamorato. Che fare? Il destino pare decidere per lui perché una frequentazione della figlia, un ragazzetto problematico, un mezzo teppistello, comincia a insinuare in Lucia il seme del dubbio, del sospetto nei confronti di quel padre che lei adora. Anche della madre, però, descritta da Diego come una scema poco di buono che poco più che adolescente si è fatta mettere incinta senza un minimo di giudizio. In questa crisi familiare, Stella e Maurizio tentano di recuperare un po’ della complicità che un tempo li aveva uniti, ma la situazione peggiora, Lucia scappa di casa e Chicco finisce in ospedale in fin di vita…

Un romanzo tostissimo, forte, che richiede al lettore un po’ di concentrazione, perché se la storia non ha vere impennate in termini narrativi, è però densissima nella caratterizzazione dei personaggi. Così, Stella, donna complessa, forte, disposta a ogni sacrificio pur di salvare i propri figli, che però non perde la sua dimensione di donna, riscoprendo nel corso delle pagine la profondità dei propri sentimenti. Maurizio, che via via si caratterizza come un uomo poco coraggioso, tutto sommato non per sua colpa, troppo bisognoso di essere amato per poter donare amore autentico. Lucia, preadolescente volubile, a tratti comprensiva a tratti giudicante, in quell’assolutismo tipico dell’età. Poi ci sono i tanti amici della coppia, in questo romanzo ora intimo ora corale che restituisce un’immagine edificante dell’amicizia, con persone che ti sono complici quando serve, non esitano a sbatterti in faccia amare verità e sono comunque lì, nel bene e nel male. Attraverso il vissuto della protagonista Maria Venturi, esperta di sentimenti anche grazie al suo lunghissimo trascorso giornalistico, ricorda a ogni donna che “come crocerossine, sviluppiamo un senso di abnegazione che ci rende le prime nemiche di noi stesse. L’amore deve dare serenità, invece spesso ci esaltiamo nel conflitto”. L’amore, sopra a ogni cosa: nel finale del romanzo questa è la morale dominate, che l’amore vince sempre, quello per la famiglia, quello romantico ma soprattutto quello per sé stessi, perché solo dal profondo di ognuno può partire un autentico percorso di rinascita.



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