Templari ieri e oggi

Templari ieri e oggi
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“Dio lo vuole”. Fu questo il grido di Bernardo di Chiaravalle quel 31 marzo del 1146 alle pendici del monte Scorpione a Vèzelay. E quel grido fu l’inizio di pellegrinaggi in Terra Santa durati anni, a più riprese, con più eserciti e più comandanti. Era l’inizio delle Crociate. Su questo sfondo si ramifica la storia dei Nove: cavalieri che dopo essere stati accolti da Baldovino II, re di Gerusalemme, nella Terra Santa, non rappresentarono più motivo di preoccupazione o di notizia, senza essere menzionati né negli episodi militari, né in ogni racconto, fino a essere quasi dimenticati e poi trasformati in leggenda. Eppure quell’Ordine, che venne istituito ufficialmente dallo stesso Bernardo, aveva regole ben precise e si presentava con un breviario di norme che andavano dai costumi fino alle armi. Una bibbia etica che negli anni sarebbe servita da spunto per molte narrazioni su una realtà storica spesso romanzata e confusa con la fantasia…
Il saggio di Giandomenico Caruso sui Templari, sulla loro storia e sulla loro nascita, si presenta minuzioso e dettagliato, tanto da fornire precise indicazioni storiche che aiutano a ricostruire una delle vicende più affascinanti della storia medievale. Partendo da un concetto religioso, che era lo stesso che ha sospinto le Crociate, si arriva a giustificare la nascita dell’Ordine come un compromesso tra le realtà cavalleresche e i principi monastici, richiesti all’epoca dal propugnatore Bernardo di Chiaravalle. L’idea di fondo è interamente spinta dal grande interesse e dalla grande passione dell’autore, che compone un testo che trasuda studium per la materia. Va da sé, però, che la dettagliata disamina effettuata circa i Templari deve passare attraverso una ricostruzione storica delle Crociate: e mentre le prime pagine sono intarsiate di dettagli, già a metà la narrazione diventa sbrigativa, divenendo una semplice enumerazione di quelli che erano i passaggi militari da tenere a mente. Di ben più ampio interesse è, invece, la trattazione delle usanze dell’Ordine, dalle regole ai costumi, dalle armi fino alle armature, il che rende onore al lavoro di Caruso, che ricostruisce perfettamente la materia trattata. Resta una lettura di nicchia, però, da consigliare e alla quale indirizzare soltanto chi di Templari vivrebbe le sue giornate.

 

 

 
 
 
 
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