Tempo!

Tempo!
Esistono molte definizioni per la parola tempo. C’è il tempo che passa, il palcoscenico sul quale si svolgono le nostre esistenze. C’è il tempo inteso come situazione meteorologica: la nebbia di Milano (con le sue gioie e suoi dolori) e il sole di Napoli (con le sue gioie e i suoi dolori). E infine, c’è il tempo scandito da uno strumento a percussione, come una batteria. Proprio il tempo - in tutti i suoi significati - è stato un elemento determinante nella vita professionale e personale di Tullio De Piscopo. Il racconto della battaglia vinta contro una malattia che sembrava non volergli dare scampo dà il via a un amarcord che ci riporta agli anni dell'infanzia, trascorsa in una famiglia composta da musicisti (nonno, padre e fratello). Un talento quasi genetico, che costringerà il giovanissimo Tullio a lasciare Napoli per seguire la ricerca della propria affermazione come batterista; un viaggio, questo, che lo porterà presto a suonare per i grandi interpreti della musica italiana e non (Gino Paoli, Enzo Jannacci, Fabrizio De Andrè, Pino Daniele, Astor Piazzolla solo per citarne alcuni). Una storia di soddisfazioni e di grandi successi, come quello commerciale di Andamento lento, che alla fine degli anni '80 ne consacrò definitivamente la carriera da solista. Ma anche una storia di difficoltà quotidiane da fronteggiare, come la morte del fratello in circostanze misteriose, il dramma dell'abbandono della propria città, il confronto con il pregiudizio; tutte cadute che hanno rappresentato per Tullio un punto dal quale ripartire, con la forza della fede e della famiglia, e con un pizzico di quella “napoletanità” che sembra sempre in grado di poter trionfare su ogni avversità...
In Tempo! - La mia vita la suddivisione in capitoli è soltanto un vincolo editoriale per una storia che è raccontata tutta d'un fiato, come se De Piscopo ce la narrasse davanti a un bicchiere di vino, in uno di quei locali di Milano frequentati dai grandi musicisti spesso citati nel libro. Una biografia corposa, zeppa di nomi importanti, dai padrini della musica italiana ai protagonisti del jazz internazionale tra i quali il batterista partenopeo si è meritato un posto di diritto. Il racconto di una vita, certo, ma anche la cronaca di cinquant'anni di musica, che nei suoi “come eravamo” strappa sempre un malinconico sorriso. Tempo! è la fotografia perfetta della situazione di tanti italiani che tra gli anni '50 e i '60 furono costretti a lasciare la propria casa e i propri affetti, con la speranza di un'esistenza migliore; un fase della storia nostrana che rappresentò anche l'amaro confronto tra le due realtà distinte di un paese che è sempre stato spaccato. Un libro sincero, divertente, commovente e a volte esagerato, scritto da un uomo che ha deciso di affrontare la vita con l'aiuto dei propri cari e di un paio di bacchette, come a voler dire: “ Io tengo il tempo, tu stammi dietro se ci riesci!”.

 

 

 

 
 
 
 
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