Tempo da elfi

Tempo da elfi

Paolino dei Campetti, così chiamato per la zona montana in cui vive, come ogni giorno si appresta a riportare nella stalla la sua amata Cornetta, la capretta tibetana di cui si occupa. A differenza del solito, Cornetta non risponde ai richiami. L’uomo, che nonostante la vita solitaria, l’aspetto rude e la mole appariscente è un cuore tenero, parte alla ricerca dell’animale. Raggiunto il paese chiede notizie a chiunque incontri, ma nessuno ha visto la capretta. Potrebbero essere stati gli elfi, membri della bizzarra comunità che vive tra i boschi di Casedisopra a fare sparire Cornetta? Paolino torna a casa sua deluso e per un paio di giorni non si fa vedere, ma all’improvviso ripiomba al villaggio e stavolta la sua furia lo spinge a cercare l’Ispettore della Forestale Marco Gherardini, detto Poiana. Paolino coi suoi modi spicci spiega di avere trovato un morto, vicino a un declivio nel fondovalle. Sicuramente è un elfo, dato l’abbigliamento tipico indossato dal ragazzo. La notizia lascia stupefatti, deve trattarsi di un incidente, forse un Ramingo che si è avvicinato dalle loro parti per partecipare alla Festa dell’Arcobaleno e ignorando la pericolosità di certi sentieri è precipitato. Occorre fare dei rilievi, delle foto e infine mandare tutto il materiale col rapporto allegato alla dottoressa Frassinoni. Eppure qualcosa non torna, alcuni hanno sentito due colpi di fucile pochi giorni prima, che l’incidente non sia tale? Per Poiana iniziano le doverose indagini, tutt’altro che semplici, all’interno della diffidente comunità degli elfi…

Per quanto l’immagine di copertina e il titolo di questo romanzo possano lasciare intendere, non ci troviamo di fronte a un racconto fantastico imbevuto di magia, ma a una indagine poliziesca volta a scoprire i retroscena della morte di un uomo di cui nessuno pare sapere qualcosa, mettendo in luce dinamiche e segreti di una comunità che per lo stile di vita rispettoso della natura e basato su autoproduzione e baratto, viene chiamata comunità di elfi. Una sorta di gruppo hippy, i cui membri indossano sandali e abiti colorati. Come spesso accade a coloro che si discostano dalle norme del vivere comune si scontrano con diffidenza e accuse di azioni illegali: libertini, spacciatori, ladri. L’ambientazione montana è tracciata in modo dettagliato, la narrazione è portata avanti con un linguaggio semplice e richiami a una vita spontanea e libera, alcune digressioni raccontano aneddoti e curiosità sulla vita e le abitudini di chi sceglie di stabilirsi in montagna. Naturalmente nel romanzo trova posto anche l’amore, che non guasta mai. Francesco Guccini porta avanti la sua attività di scrittore con una storia dedicata agli amanti della natura e del mistero, scritta a quattro mani col prolifico autore Loriano Macchiavelli, una collaborazione che già in passato ha dato vita ad altri titoli dalle atmosfere poliziesche e alle indagini dell’ispettore Marco “Poiana” Gherardini: Malastagione nel 2011 e La pioggia fa sul serio. Romanzo di frane e altri delitti nel 2015.



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