In tempo di guerra

In tempo di guerra
In carcere ci sono delle regole. Il pasto è un rito e chi non lo rispetta deve essere punito. Per esempio non si mangia casanza… È Natale. Ci sono le luci. La gente è impregnata della solita frenesia da cenone, anche se i soldi sono pochi. L’atmosfera non è delle migliori. Anche Babbo Natale non è proprio di buonumore… Senza televisione, da quando è in pensione, lui non riesce più a vivere. E non è un modo dire. Conosce perfettamente tutto il palinsesto. Perdere una puntata per una cena in compagnia? Può arrecargli gravi danni alla salute… È tempo di guerra e non c’è spazio per i sentimenti. Ci sono cose molto più importanti di Bella. Per esempio la guerra. Eppure M. non la pensa proprio così…
In tempo di guerra e altri racconti di Alessandro Pera dipinge con tratti grotteschi il genere umano e tutte le sue paranoie, elevate all’ennesima - pericolosa - potenza. Eppure questi nove racconti, che sfiorano a tratti il surreal e il nonsense, non ci impressionano. E se ci turbano, succede proprio perché quello che vivono i personaggi, in effetti, ci sembra quasi una minaccia reale, necessaria evoluzione di un’umanità Travolta dai suoi eccessi. Poco sopravvive allo scempio. Resta, per fortuna, l’amore. Ma anche in questo caso siamo sempre al limite del paradosso. Continuiamo a fare confusione e a perdere la bussola, in una scala delle priorità rovesciata in cui la guerra passa in secondo piano rispetto all’amore. E se fosse una speranza?

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