Temprati dal destino

Temprati dal destino

Aalis, ex consorella del convento di San Girs, e Bertram, reietto della casata dei Lombranch, sono nascosti in una radura dietro un folto cespuglio, ma il crudele Berenguer e i suoi uomini li hanno intercettati. Sono circondati, Aalis è presa dal panico, sente come un laccio che le stringe la gola; i due sono spacciati ma tanto vale cercare almeno di difendersi: afferrano delle pietre, cominciando a scagliarle contro i guerrieri fermi sulla radura. Qualcuno viene colpito ma molti altri irrompono dal bosco circostante. “È finita”, mormora Bertram a sé stesso, ma ecco spuntare Odeghar, cavaliere al suo servizio, che arriva a interrompere la potenziale carneficina. Il cavaliere è costretto però a scendere a patti coi bruti: deve prendere in custodia Bertram (sulla cui testa pende una grave accusa di omicidio), e concedere Aalis a Berenguer. Bertram dal canto suo non può lasciare andare la ragazza: ha giurato all’amico Guibert di proteggerla a tutti i costi. Anche Guibert, figlio illegittimo del defunto Ademar, è in fuga, supportato dai suoi fedeli amici Romir, Ardeluf ed Ethion, e da Bulscu, suo sodale, esperto guerriero di stirpe ungra. I cinque sono alle prese con la cattura di due bambini: sono i figli del carbonaio della zona, un tempo fedele a Guibert ma ora talmente spaventato da mandare i suoi figli al castello ad avvertire i mercenari dell'arrivo di quest’ultimo. Servirebbero abiti, vino, coperte. E ferro per riparare le armature. Ma di chi ci si può fidare? Secondo Bulscu, Guibert dovrebbe dare una bella lezione al traditore, dando fuoco al figlio più grande e permettendo a tutti loro di spassarsela con la figlia, coperta di fuliggine dalla testa ai piedi; ma il ragazzo dimostra ancora una volta di avere un gran cuore (ancora brucia l’umiliazione subita davanti all'intera famiglia quando aveva tentennato di fronte alla tortura di Dinac il porcaro) e lascia correre. Intanto Reinar, in sella al suo destriero Guardiano, patisce freddo e fame: dopo avere ammazzato il suo sire, Ballian, e la prediletta di lui, Celeste, c’è solo un posto dove può essere accolto senza essere temuto o giudicato; corre voce che ad Abrincens, nel nord, un tale di nome Fernàn dà alloggio ai banditi in cerca di redenzione. Per Reinar è giunto il momento di varcare il confine dei possedimenti di Ballian, abbandonando per sempre quelle terre che in passato lo hanno ricoperto di gloria...

Secondo appuntamento con la saga medioevale made in Italy Il Giglio e Il Grifone targata Giovanni Melappioni, giovane e bravo autore marchigiano appassionato di storia militare. Crudeli e “affollatissime” come nel primo capitolo della saga Forgiati dalla spada (per fortuna stavolta ad evitare la confusione c’è l'indice dei personaggi all’inizio del libro), le avventure/disavventure degli impavidi cavalieri ‒ in primo piano Guibert, Reinar e Bertram ‒ continuano all’indomani della caduta del regno di Ademar, della morte di Ballian e della grave malattia che ha colpito il sire di Lombranch. I mercenari detengono il potere seminando terrore e i fuggitivi cercano vendetta sapendo di non potersi fidare di nessuno, facendo i conti sia con la fame che con la propria coscienza, macchiatasi in alcun casi del crimine più orrendo. Niente cavalieri senza macchia dunque, o caste donzelle indifese bisognose di protezione: i personaggi di Melappioni si discostano dai classici stereotipi del romanzo medioevale, caratterizzati ottimamente come sono da azioni e bei dialoghi (i dialoghi occupano la maggior parte del romanzo) che ne mettono in risalto la complessità e le contraddizioni, rendendoli quanto mai vividi e reali. Un senso di realtà che accompagna in generale tutto il romanzo, grazie alla cura e alla precisione nei dettagli già nota e apprezzata nell’autore, capace di “ricostruire” magistralmente un’epoca così lontana nella quale il lettore subito si addentra, venendone rapito. Melappioni è anche creatore e curatore del blog Il medievalista: note storiche, personaggi di spicco, tattiche militari spiegate attraverso i grafici; per i lettori più appassionati ai giochi di potere e alle sanguinose battaglie.



 

 

 

 
 
 
 

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