Tenebre

Tenebre

Idi di marzo dell’anno 44 avanti Cristo. Marco Tullio Cicerone viene raggiunto da Quinto Ligario, il quale gli racconta con voce concitata l’epocale avvenimento: Giulio Cesare è stato assassinato e la sua dittatura è terminata. La congiura è stata tessuta nei minimi dettagli e nonostante il rischio che naufragasse all’ultimo momento a causa di un disertore, la missione è stata ugualmente compiuta grazie all’audacia e all’attenzione dei cospiratori. L’impresa ha del miracoloso considerato che anche Calpurnia, moglie del dittatore, aveva da poco sognato che il marito sarebbe morto lasciandola vedova e di ciò aveva messo a conoscenza lo stesso. Come se non bastasse, un senso di malessere generale aveva catturato l’imperatore facendogli ipotizzare un riposo prolungato dalla vita pubblica. Ma il destino ha deciso per lui, conducendo Cesare, nonostante i presagi, nella Curia di Pompeo dove i congiuranti, tra i quali Cassio Longino, Marco Bruto e Decimo Bruto, lo attendevano per ucciderlo con ventitré pugnalate. Nello stesso giorno, il più grande e acclamato filosofo dell’epoca, Cicerone, racconta così a Tullia, l’adorata figlia morta, la vicenda dell’uccisione di Giulio Cesare e la profezia da questi ricevuta. Cesare, infatti, a poche ore dall’uccisione, gli appare in sogno mentre giace cadavere, trafitto dai pugnali dei suoi aguzzini e preannuncia all’oratore la sua morte rivelandogli il giorno in cui essa verrà a sorprenderlo…

Tenebre, libro d’esordio della filologa e latinista Antonella Prenner, è un romanzo storico costruito alla perfezione mediante il giusto connubio tra narrazione e descrizione. L’atmosfera viene infatti dipinta mediante pennellate precise volte a delineare il contesto storico dell’epoca, ma accanto a ciò la narrazione corre veloce e impetuosa in un’affastellarsi e susseguirsi di grandi e piccoli accadimenti. Passando attraverso gli orrori della guerra civile, il racconto di Cicerone è capace di affiancare alle macrovicende storiche squarci di intimità e vita personale. Le paure, le speranze e le afflizioni dell’uomo si mescolano con quelle di un intero regno gettato nel caos. Con un linguaggio sapiente che risente certamente delle competenze filologiche e latiniste dell’autrice, questa opera prima diviene un inno alla libertà e alla riscossa, un appello alla speranza di tempi migliori in cui possa nascere una nuova società pacificata e libera da tirannie. La scrittura è plastica e al contempo poetica, immediata e avvincente poiché consente al lettore di vedere letteralmente ciò che accade e di sperimentare tutto sulla propria pelle come fosse un personaggio calato nella trama. Un viaggio, dunque, attraverso la storia: con tutti i benefici che si possono trarre dallo studio del passato compiuto mediante la forza visionaria della letteratura. Un viaggio arricchito da un’interessante particolarità che contribuisce a scandirne il ritmo narrativo, e cioè il fatto che ogni capitolo è numerato in ordine decrescente, dal trentasei all’uno, capitolo finale in cui la storia trova il suo epilogo, in un countdown che aumenta la suspense. Un romanzo per appassionati al genere ma anche per profani e per tutti coloro che vogliono approcciarsi alla narrazione storica.



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