Tensioni sociali nella tarda antichità nelle province occidentali dell’Impero

Tensioni sociali nella tarda antichità nelle province occidentali dell’Impero

Quali sono state le dinamiche caratterizzanti nei disordini, negli antagonismi e nei rovesci delle province dell’Impero Romano d’Occidente, un secolo abbondante prima della sua caduta? Quali elementi di attualità possiamo riconoscere in certe violente o esacerbate contrapposizioni etniche e religiose? Quando, e in che contesto, s’è cominciata a intravedere la debolezza di Roma? È successo soltanto di fronte alla mancata, lacunosa o parziale difesa del limes, in Britannia come in Gallia? Oppure s’è trattato di sbagliate politiche fiscali? Cosa aveva determinato ostilità e antagonismi tra ebrei e cristiani nella Spagna del IV secolo? In quale temperie culturale maturarono violenze come la distruzione della sinagoga dell’odierna Minorca? Quale valenza simbolica rivestì, per la cittadinanza dell’isola? Quali furono, in generale, i rapporti tra gli ebrei della diaspora e le cittadine delle province dell’Impero Romano d’Occidente? Chi erano i “traditores” nella rigorosa Chiesa africana, e come potevano eventualmente emendare le loro colpe? Cosa implicò lo scisma donatista, e come e con quante difficoltà venne fronteggiato da Costantino? Da chi venne risolto, e con quanta durezza? Quale fu il ruolo giocato da Agostino? Da chi vennero sostenute le ribellioni bacaudiche, in Gallia, e con quale strategia? Perché scoppiarono fondamentalmente in zone rurali? Da chi erano capeggiate? Quali e quanti erano stati i segnali di cedimento dell’Impero Romano, sulla sponda sinistra del Reno? Quale ruolo giocava il cristianesimo, tra i bacaudi? Quale può essere l’etimo più plausibile di “bacaudo”? Cosa poté significare, nel contesto delle sofferenze per le progressive e ripetute invasioni barbariche del V secolo, la concessione di un territorio ai Burgundi? Come cambiò l’equilibrio demografico e territoriale, in quel contesto, e per quanto tempo? Quali erano gli elementi di ambiguità nella “hospitalitas” concessa ai Visigoti, e in che senso finiva per normalizzare rapporti decisamente asimmetrici?

Tensioni sociali nella tarda antichità nelle province occidentali dell’Impero Romano, curato da un outsider, il giovane e misconosciuto professor Luca Montecchio, romano (Università E-Campus), è la raccolta degli atti di un piccolo convegno tenuto nella capitale il 29 novembre 2013, dedicato fondamentalmente alle vicissitudini del secolo IV, con episodiche incursioni nei secoli immediatamente successivi. Strutturalmente, il libro è suddiviso in una breve prefazione del curatore, due saggi in spagnolo e sette in lingua italiana: vengo a elencarli, in ordine di apparizione. Campesinos y Bagaudas en Hispania (Siglos III-V) di Gonzalo Bravo Castañeda (Universidad Complutense di Madrid); l’apprezzabile Tensioni tra ebrei e cristiani nella Hispania tardoromana di Raúl González Salinero (UNED, Madrid), Usurpadores en la Hispania Tardoantigua (IV-VII) di Javier Arce (Universitè de Lille 3); quindi Tensioni sociali nell’Africa Romana: la repressione del donatismo di Triestina Bruno (Università e-Campus). A seguire: Imperium Galliarum e prima fase della bacauda: conflitti sociali e politica ufficiale del curatore, Montecchio; Tensioni sociali ed etniche e dominazione politica in Gallia tra il V e il VI secolo di Lorenzo Magliaro (Università di Roma III); Diritti territoriali, migrazioni e conflitti sociali in Africa tardoantica di Orietta Cordovana (Università di Edimburgo); Episodi di violenza nel Nord Africa: sant’Agostino e la legislazione imperiale di Antonella Di Mauro (Università Magna Grecia di Catanzaro e Università e-Campus), infine Gli ebrei nel mondo Mediterraneo tra fine del mondo antico e primo medioevo di Alessandra Veronese (Università degli Studi di Pisa). Sono scritti di qualità e resa piuttosto diseguale, assemblati e radunati non senza fatica; a voler essere generosi, si tratta di scritti complementari, marginali o blandamente introduttivi, destinati allo scandaglio e alla critica ‒ più o meno capziosa e feroce ‒ degli specialisti e degli accademici, in genere, e al loro rigoroso esame delle varie bibliografie; per un pubblico di appassionati e di amatori un lavoro del genere è naturalmente consigliato soltanto (o meglio esclusivamente) come curiosità bibliografica.



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