Tentativi di volo

Tentativi di volo
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Pustola ha quindici anni, una distesa di brufoli sulla faccia e un passato da orfano mezzosangue sballottato tra genitori affidatari e case famiglia. È arrabbiato con Dio perché si è portato via sua madre quando aveva sei anni, con il padre mai conosciuto che lo ha abbandonato al suo destino, e coi bianchi di Seattle che trattano gli indiani come lui alla stregua di spazzatura. Pustola ce l’ha col mondo intero, che lascia ai margini alcuni e premia altri, discriminando indiscriminatamente chi nasce povero e senza genitori. Ne ha viste di cotte di crude nella sua breve vita: dai padri affidatari avvoltoi che lo tenevano in casa solo per incassare l’assegno mensile, a quelli apparentemente normali che sbroccavano per un nonnulla e si rivelavano ubriaconi violenti. Ora si trova in casa della sua ventunesima famiglia affidataria, e per un librodipendente come lui non vedere alcun libro intorno è un pessimo segnale, insomma è la solita storia, già li odia i suoi nuovi “mamma e papà” adottivi, e non vede l’ora di squagliarsela…

Essere orfani fa schifo, essere nativi americani fa schifo, non avere un soldo e vivere di elemosina anche negli affetti fa ancora più schifo. Indossare abiti e scarpe smessi e passare da una casa all’altra in mezzo a perfetti estranei è davvero un enorme schifo! Pustola alias Michael sembra incarnare tutte le sfighe del mondo, in più ha un sacco di brufoli di cui non riesce a liberarsi, e se ancora non bastasse è anche un tipo rissoso che si caccia nei guai, stavolta più grossi del solito. Scrittura asciutta ed efficace quella di Sherman Alexie, che non teme l’uso del turpiloquio quando necessaria, e usa un tono discorsivo per avvicinare il lettore al protagonista, permettendo una completa immersione nell’universo adolescenziale. Paradossi e trip al limite del visionario portano Pustola a viaggiare in altri corpi e altri luoghi, creando un corto circuito che rimescola le carte. Usando il colorito vocabolario di un quindicenne misto all’ironia e alla sincerità senza sconti che lo contraddistingue, Alexie dà voce a un adolescente emarginato come Michael, sull’orlo di un precipizio e con la seria possibilità di cadervi. Lo scrittore - nativo americano con sagace senso dell’umorismo -, ha abituato i suoi lettori a uno stile veloce e senza fronzoli, come nell’autobiografia Diario assolutamente sincero di un indiano part-time, apprezzatissima in America e oltre oceano.



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