Terapia di coppia per amanti

Terapia di coppia per amanti

Lui, Modesto Fracasso - professione musicista, matrimonio di lungo corso alle spalle, irresponsabilità mascolina nella media, amante consolidata in strutturato rapporto pluriennale - è come sempre negli ultimi tre anni della sua vita in trepidante attesa all’interno della sua auto. La stessa rotatoria della tangenziale dove impazienza e rischio diventano combustibile erotico in procinto di esplodere nel breve tempo a sua disposizione, tra le stanze del b&b di turno. Una situazione ideale che Fracasso tollererebbe volentieri per l’eternità se non fosse che lei, Viviana, moglie e madre all’apparenza impeccabile, quell’incontro fulminante di tre anni prima lo ha oramai metabolizzato con piena consapevolezza, lo ha razionalizzato e nutre ora sempre più l’urgenza di dare a quel legame le fattezze di qualcosa di diverso, visto che è arrivata al punto di desiderare di vedere Modesto soltanto per riuscire poi a dimenticarlo. Una vera e propria crisi extraconiugale, insomma, che Viviana concepisce oltretutto come unilaterale. Che fare di quell’amore che le ha sconvolto l’esistenza? Continuare a viverlo in clandestinità o lasciarlo finalmente detonare con tutte le conseguenze del caso? Ecco allora la trovata geniale. Perché non risolvere quella crisi d’identità di coppia concedendosi una bella terapia, ovviamente per amanti?

Diego De Silva torna alla commedia brillante facendo riecheggiare spesso nel DNA del protagonista Modesto Fracasso le fattezze fancazziste e un po’ guascone del riuscitissimo avvocato Malinconico e del di lui universo femminile. C’è quindi il maschio poco alfa incancrenito nella comodità del suo rapporto sia coniugale – defunto – che extraconiugale – ancora fortemente “attizzante” – e c’è la donna matura che, stanca del ruolo di bambolina sexy a tempo determinato, dopo il giro in giostra iniziale passa a riscuotere il conto. Tra i due uno psicanalista se possibile ancora più confuso e spiazzato di loro. De Silva come sempre parte dal nome di battesimo per assegnare un destino ai propri personaggi. Modesto e Viviana. Tanto maschilmente paraculo lui, quanto apprensiva e consapevole lei nel voler consolidare quel rapporto fedifrago nella giusta collocazione temporale e affettiva. Da qui l’apparente ossimoro di proporre al suo amante una terapia di coppia, terapia socialmente accettata ai più, a patto che la coppia in questione sia costituita da coniugi legalmente e/o ecclesiasticamente riconosciuti. Il corto circuito che ne deriva è ovviamente spassosissimo grazie all’innata e logorroica verve narrativa di De Silva, ma allo stesso tempo capace di regalare ottimi spunti di riflessione sul più banale e dibattuto tema del mondo: l’amore, ovvero la sua mancanza. L’evoluzione dei personaggi, grazie anche al riuscitissimo personaggio del terapeuta, a sua volta attanagliato da una inaspettata e violentissima crisi sentimentale, dopo averci messi a nudo ci lascerà piacevolmente stupiti, e perché no, forse persino rinfrancati.



 

 

 

 
 
 
 

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