Teresa Batista stanca di guerra

Teresa Batista stanca di guerra
Teresa Batista vede i suoi sogni infrangersi miseramente quando a dodici anni viene consegnata dai parenti al Capitano Justiniano Duarte da Rosa in cambio di millecinquecento cruzeiros, un po' di cibo e un anello falso. Il Capitano é lo spauracchio dell'intero sertão: nessuno osa contraddirlo, il suo temperamento collerico fa tremare chiunque lo abbia di fronte in una cantina, durante le lotte dei suoi galli o per uno dei suoi loschi affari. Il Capitano gira sempre con i suoi capanga, i suoi bravi, e una collana di anelli d'oro al collo. Ognuno di quegli anelli é una vergine deflorata, una bambina violata, un'infanzia comprata per pochi spiccioli. Anche per Teresa ha aggiunto un anello. Dopo però averla domata, addomesticata, sottomessa. Trasformata dalla selvaggia contadinella che era – aveva persino tentato invano di ribellarsi – alla sua schiava personale, in casa, nel letto e perfino in negozio. E proprio lì Teresa conosce un angelo, Daniél, un uomo della capitale, che la tratta con dolcezza e che è pronto a sfidare la rabbia disumana del suo aguzzino per stare con lei. Non fino in fondo, purtroppo, perché quando il Capitano li scopre in intimità nella camera da letto, toccherà a lei sgozzarlo con il coltello usato per tagliare la carne secca. Fugge, s'inventa una nuova vita: ancora adolescente, Teresa continua a combattere. Sconfigge il vaiolo nero, il male tremendo che si abbatte sulla cittadina di Buquim, ma non a fianco di medici o infermieri, ma delle prostitute, eroine occasionali che insieme a lei ridanno pace ad una regione falcidiata dall'epidemia. E quando il suo dovere é fatto, si trasferisce dal dottor Emiliano Guedes, che la preleva dal bordello in cui si concedeva, che la istruisce, la rende una signora invidiata da tutte le zitelle del Sergipe. Il dottore la introduce ai piaceri del buon vino, della tavola e del sesso. Ma una notte, proprio quando é ancora dentro di lei, vede sopraggiungere la Morte, alla quale concede l'onore di possedere la donna dalla pelle color del miele. E per Teresa è di nuovo il momento di tornare in prima linea nella lotta contro i soprusi, contro il dolore, contro l'infelicità...
Con la sua tipica narrazione intensa ed appassionata, intervallata da conversazioni con chi l'ha conosciuta personalmente, Amado ci consegna la cronaca agiografica di una moderna divinità. La santa dei postriboli, delle donne di strade, dei quartieri malfamati, degli encantados, sempre al fianco degli emarginati. Cantata dai poeti per le strade di Bahia, figlia di Iansa, la guerriera, benedetta dagli orixas, Teresa è una delle più indimenticabili e forti figure femminili create dalla mano del grande scrittore sudamericano. Che descrive ancora una volta con estrema festosità la magia insita nel piacere, nell'unione dei corpi, nel miscuglio delle anime, nel desiderio di un amore. Solo di fronte al quale, ognuno di noi, come Teresa, può finalmente gettare a terra le proprie armi.

 

 

 

 
 
 
 
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