Ternitti

Ternitti
Tutti desiderano un luogo sicuro, un angolo di terra in cui poter trovare riparo, chiudere le palpebre e addormentarsi serenamente dimentichi dei propri personalissimi problemi. Un luogo da poter considerare “casa”, in cui sentirsi finalmente al riparo dalle tempeste che agitano la vita. Mimì Orlando, nel 1975, è costretta a lasciare il suo paesino natale – nell’entroterra leccese – per raggiungere la Svizzera: sarà lì che suo padre potrà trovare un nuovo lavoro, riuscire a mantenere la sua famiglia lavorando nella fabbrica dellu ternitti, l’eternit, l’amianto. È questa la nuova promessa di ricchezza per moltissime famiglie ignare che le esalazioni dell’amianto saranno, a lungo andare, la loro condanna a morte. In fabbrica tra la giovane Mimì e il diciannovenne Ippazio, anch’egli giovanissimo emigrato, sboccia un amore segreto, fatto di gesti quotidiani, di notti insonni passate avvinghiati l’uno all’altra. Negli anni Novanta, Mimì è ormai una donna matura: è tornata a vivere in Salento ed ha una figlia che cresce da sola, senza che ci sia dato conoscere il nome del padre. Lavora in un cravattificio. È esuberante, solare, inarrestabile. Lotterà per mantenere il suo lavoro, perché i suoi diritti non siano calpestati, per riscattare la memoria di una intera generazione dimenticata. E probabilmente farà pace con il suo passato, con tutto ciò che ha provato a gettarsi alle spalle ma che è ancora ineluttabilmente vivo nella sua mente…
Mario Desiati regala ai lettori una storia coinvolgente, una storia difficile da digerire, una storia che lascia molti spunti di riflessione. Scrivere oggi – senza mai essere banali o scivolare nei luoghi comuni – del mondo delle fabbriche è un’operazione estremamente coraggiosa, Desiati lo fa e ci riesce perfettamente. Il suo omaggio agli operai, agli emigranti, è dolorosamente necessario: non possiamo e non dobbiamo dimenticare. L’autore, pugliese, conosce bene la storia della sua terra: la citazione del documentario “Stendalì” di Cecilia Mangini è una perla che solo in pochi possono cogliere. Tornare a guardare i documentari della Mangini, tornare alla nostra storia, non con nostalgia ma con la voglia di conoscere le nostre radici. La Puglia non è solo il sole, il mare e la commercializzazione delle tradizioni più profonde, la Puglia si ama per le sue aspre e insolute contraddizioni, perché continuano a conviverci passato e futuro ad ogni angolo. Basta solo saper guardare con attenzione. E Mario Desiati sa farlo.

 

 

 

 
 
 
 
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