Terra di nessuno

Terra di nessuno
Il vecchio e la vecchia sono in crisi da tempo. Vivono a San Paolo, in Brasile, all'estrema periferia, dove non si vedono le spiagge più belle del mondo, né i locali frequentati assiduamente dai turisti. Ci sono solo fabbriche e bettole. La gente passa le giornate a scommettere al Bicho e a trovare riparo dai 36 gradi mattutini. Il degrado è ovunque, per strada, nelle case e nelle persone, i rapporti tra vicini sono quasi inesistenti, la noia e la stanchezza della quotidianità sembrano avere il sopravvento su tutto. Cosa ci si può aspettare da un matrimonio che non ha visto la nascita di un figlio ed è giunto al termine quando la vecchia ha deciso di non dormire più con il marito e mettere una brandina nel corridoio? Ancora poche frasi tengono uniti questi due esseri pieni di acciacchi dovuti all'età. Ma la frustrazione del vecchio, trentasette anni in fabbrica e ora in pensione, non riesce a placarsi neanche dopo aver praticato un buco nel muro del bagno per spiare la vicina di casa mentre si lava: momenti intimi, carichi di solitudine e di tristezza che non tengono a bada la virilità ancora presente del povero anziano. Tutto cambierà dopo l'incontro con la piccola figlia di alcuni vicini, una bambina che ha dato fiducia all'uomo sbagliato. Nonostante l'abissale differenza di età, tra i due si viene a creare una relazione edipica e, da parte dell'anziano, estremamente morbosa: per quell'uomo così in là con gli anni è bastato uno sguardo per capire che quella era un'adozione, un fidanzamento dichiarato a cui era impossibile sfuggire. Il cuore è tornato a battere, come forse non gli era mai successo. Un rapporto sempre più stretto fatto di pranzi insieme, sorrisi, giochi, fino ad arrivare al momento della “capannina” in cui la bimba allestisce un angolo riparato e gioca – con l'ingenuità tutta infantile - a fare la moglie, mentre il vecchio si lascia andare a qualche tenerezza. Ma questo gioco non è per bambini e rischia di trasformare il senso di protezione del vecchio in volontà di possesso e cieca violenza…
Una scrittura veloce, a volte fatta solo di parole una dietro l'altra, senza verbi, aggettivi, soggetti e complementi. Semplici elenchi per descrivere luoghi fatiscenti o pezzi di umanità che sembrano non avere un posto nel futuro. L'assenza di prospettive e una vita che non trova un senso nella quotidianità esasperata, spinge il vecchio – protagonista senza nome del romanzo – a dedicarsi a quell'unico spiraglio di luce che lo rende felice e utile: una bambina conosciuta casualmente per strada diventerà la sua unica via di fuga da quel destino fatto solo di rassegnazione e umiliazione. L'autore, Fernando Bonassi, nato proprio nella periferia di San Paolo del Brasile, ha costruito una storia di frustrazione e di riscatto di un popolo vittima della dittatura militare, in un crescendo di tensione che sfocerà inevitabilmente nella distruzione di un uomo, il vecchio, il quale rappresenta l'intera comunità che vive in questo squallido territorio suburbano. La violenza psicologica maturata negli anni non può che esplodere e trasformarsi in violenza fisica da cui nessuno potrà mai difendersi.

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