Terra ignota – Risveglio

Terra ignota 1.Risveglio

È sera, nel Villaggio Alto. Vevisa sfiora la sua conchiglia, forse sta sognando, quando Breu - deciso a vincere il gioco del pozzo - piomba sulla roccia su cui l’amica è seduta. La figlia dello shultz e il figlio del pellaio non potrebbero affrontare un discorso più strambo: Vevi è un po’ speciale, ma non intende intervenire nel gioco, men che meno  favorire l’amico, e per fortuna giunge Ailis, pronta a far tornare Breu alla ragione. Sono giovani ma hanno le idee chiare. Ailis e Breu, in particolare, armi in pugno, amano sì giocare, eppure desiderano lasciare le loro famiglie e la loro casa, pur di vedere il mondo e combattere. L’occasione arriva presto e con questa l’idea di seguire la compagnia del Cerchio d’Acciaio. Åydric Reinhare, il cavaliere di testa, si sta avvicinando al villaggio. «Era l'uomo più bello e nobile che avesse mai visto, molto più bello dell'eroe dipinto nella lunetta della casa dove viveva il druido. La sua pelle era chiara e gli occhi riflettevano la luce della luna in una miriade di stelle, e allo stesso tempo avevano una profondità buia che inquietava»: Ailis è paralizzata ma agisce in fretta appena realizza che Breu è stato ferito e Vevi è in pericolo…
Azioni, forze arcane, storie di Terre Occidentali, di straordinarie ricerche, vendette e insospettabili magie: dal profondo di Risveglio, scintillante di promesse, Terra ignota si fa strada nella mente del lettore rendendo vitale in una narrazione avventurosa un mondo di simboli e maestose figure, conferendo eleganza e infondendo bellezza alle gesta della giovane Ailis. Perché Santoni narra una impresa di valore, nel solco della tradizione letteraria fantasy di vera fascinazione, segnata dalla determinazione della protagonista e arricchita da una forza a dir poco immensa. Del resto, affrontare Åydric Reinhare, un Maestro, il Primo dei Dodici non sembra semplice e, per riuscirci, occorre combattere per un destino ancor più grande, percorrendo un mondo misterioso nel quale si mescolano brutalità e inganni. Posiamo gli occhi sulla protagonista, coi suoi sogni e la sua vivacità, e nel medesimo tempo sappiamo che Ailis saprà sorprenderci. Una reale novità nel fantasy italiano. «Basterà dire, parafrasando Pullman prima di me», afferma Santoni che più volte di recente si è espresso sulle sue fonti (da Calvino ad Ariosto a Virgilio, tra le italiane), «che se si troverà qui del miele, sarà dovuto alla qualità dei pollini usati». Ma, vorremmo aggiungere, questo è un libro che  pur forgiato da sapienza letteraria antica dà prova di un talento vero, unico, moderno.

Leggi l'intervista a Vanni Santoni

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