Terre d’Italia

Terre d’Italia

Una sinfonia che è risonanze di luoghi visitati e tempi attraversati, di visioni e libere associazioni, di frammenti di vita personali e di relazioni sociali, resoconti di particolari inediti che balenano da un passato mai obliato e di incubi che annebbiano la visuale dinanzi a cui è rivolto lo sguardo, di profonde e meditate immersioni nel vasto e articolato scenario delle “Terre d’Italia”. Tale si presenta al lettore questa corposa antologia che addensa gli articoli nei quali l’autore annota osservazioni e riflessioni rilevate durante un trentennio di viaggi compiuto per conto di diversi giornali e riviste attorno al nostro Paese. Siamo nel periodo che va dagli anni Cinquanta agli Ottanta del secolo scorso. L’autore si muove lungo lo stivale, ne perlustra i piccoli borghi e le principali città. Il suo sguardo si sofferma principalmente a cogliere la collocazione estetica e l’immagine architettonica, palazzi e monumenti storici, abitazioni residenziali e quartieri popolari, analizza le opere di restauro che hanno cambiato il volto dei luoghi e la conformazione degli spazi urbani. Cattura gli effetti prodotti ovunque dalla disposizione della luce e dalla scelta dei colori, osserva il movimento delle persone e la disposizione delle loro attività, lascia che i sapori e gli umori catturino il suo olfatto, si concede al piacere della buona cucina locale, si lascia inebriare dalla solennità delle opere d’arte e incantare dalla bellezza degli scenari ambientali. Ma quando scorge le ferite prodotte dalla modernità, la frequenza cardiaca della sua scrittura accelera il ritmo e mette il dito dove il cuore duole. In quei momenti le immagini di quel che non è più escono dal cono d’ombra del passato e reclamano il diritto di confrontarsi con il nuovo...

Chi è stato davvero Cesare Brandi? Un eccellente storico dell'arte, critico d'arte, saggista e accademico italiano, specialista nella teoria del restauro. Per molti anni, inoltre, collaboratore di riviste e noto fondista culturale del “Corriere della Sera” sulle cui pagine si è occupato di temi ambientali e di recupero e conservazione delle opere d’arte. Ma anche poeta e scrittore, autore di un lungo elenco di libri nati come diari di viaggio, come il presente volume che la Bompiani ristampa e torna a proporre al lettore, nella collana dei tascabili, l’edizione che fu a suo tempo curata da Vittorio Rubiu e prefata da Giulio Carlo Argan. Abile nel captare suggestioni spesso dissonanti e impercepibili ad uno sguardo poco approfondito, dedito ad una personale e ossessiva ricerca architettonica e sociale, Brandi elabora, lungo il denso percorso delle 656 pagine che compongono Terre d’Italia, un tracciato in cui convivono con mirabile consonanza rimandi culturali e costumi sociali, in bilico perenne tra evocazioni del passato e testimonianza realistica. Con la controllata lentezza espositiva delle sue testimonianze di viaggio, egli si rende artefice di un codice letterario inconfondibile, capace di essere insieme antico e contemporaneo, eco di preziosi riferimenti trascorsi che affiorano alla mente mentre l’occhio resta puntato sull’equilibrio infranto della modernità. Brandi analizza e allinea, insieme con le foto dell’archivio Alinari, le immagini raccolte dal suo sguardo acuto, addensa con ammaliante armonia creativa ogni sua riflessione, invitando a recuperare in tal modo l’idea della cultura come conoscenza di un altro presente. Un presente che non si stanca di seminare il dubbio e di corrodere i dogmatismi della modernità, trovando nuove corrispondenze e nuove forme con cui ridefinirlo per portarci su una strada di pensiero che scorre anche al di fuori di ciò che è evocato. Leggere per credere.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER