Ti darò il sole

Ti darò il sole
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“(AUTORITRATTO: Ragazzo nascosto in un ragazzo nascosto in un ragazzo)”. Lui è Noah e ha 13 anni. “(RITRATTO: Jude che si intreccia nei capelli un ragazzo dopo l’altro)”. Lei è Jude e ha 13 anni. Sulla West Coast, i due gemelli, la Luminosa e l’Oscuro, si dividono il mondo, o più candidamente crescono in contrasto, anche se hanno un’anima sola e devono dividerla. “Piace un po’ a tutti, Jude, perché a fare surf è la più brava in assoluto, le piace tuffarsi dalla scogliera e non ha paura di niente, né dei grandi squali bianchi né di papà. E per i suoi capelli. Ho usato tutti i miei gialli per colorarli. I capelli di Jude, lunghi centinaia di chilometri. Qualunque abitante della California settentrionale, se non sta attento, potrebbe rimanerci impigliato, soprattutto i bambini piccoli, i barboncini e ora anche i surfisti testadicazzo”. Il loro papà è un uomo di scienza, guarda il football in tivù, o quei film per uomini duri, e ascolta jazz. Così, lui e Noah non sanno capirsi. Non è il figlio erculeo, coraggioso, delle sue aspirazioni. Noah è un artista. L’ispirazione della mamma. Possiede un museo invisibile, sensibilità marcata e sconfinata capacità di sogno. Lei vede in Noah la sensibilità di Chagall e tanto altro ancora: eppure desidera per tutti e due i gemelli la California School of Arts…

Jandy Nelson è meravigliosa! I'll Give You the Sun è dono, istinto, che, semplicemente, con la storia di “NoaheJude”, inonda l’anima. Se non credi, se non “nella santità dei moti del cuore e nella verità dell’immaginazione” – parole di John Keats –, avvertirai ogni possibilità di fiducia; se pensi ci voglia “coraggio per crescere e diventare ciò che sei veramente” – E.E. Cummings –, ti lascerai coinvolgere, e con tanta naturalezza: non manchiamo, allora, di osservare le mille buone ragioni per il suo Michael L. Printz Award (2015) – il premio, che ricorre ogni anno, per il più bel romanzo Young Adult, assegnato dai bibliotecari americani – e con gran sollecitudine ci sorprendiamo a consigliarlo pure a chi non è più tanto giovane. Oltre al gioco di ritratti e autoritratti, difatti, di crepe e blob, è incredibile l’effetto della scrittura, “che scintilla” (“Kirkus Reviews”). Il romanzo è carico di esistenza, anime in duetto e segreto; Noah e Jude sono “più un solo essere che due” e, per porre in risalto le sfumature di tutte e due le vite, le parole dei gemelli e gli aggettivi intorno ai quali ruotano gli umori di famiglia, l’autrice illumina le attese dei fratelli e va alle radici delle inquietudini degli Sweetwine. Niente di più misterioso. Perché con la fantasiosa Nelson “non è sole arte, ma vita. Magia”.



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