Ti dico un segreto

Ti dico un segreto

Vanessa è sicuramente la prima donna che Virginia amò, ce lo rivela la potenza concreta di certi ricordi che vengono rievocati nella sua scrittura, ce lo dicono le tante lettere in cui la sorella non è certo messa al riparo dagli strali della sua gelosia verso gli oggetti della sua attenzione, ce lo dice lei in mille modi. Poi ci furono le insegnanti, più grandi, distanti, colte, irraggiungibili forse, poi Madge, cognata delle cugine di Virginia e poi Violet. Sì, Violet Dikinson, di diciassette anni più grande di Virginia, che conquistò il cuore ed i sensi della ventenne che era e con la quale intessette una relazione intensa e profonda, la donna che ispirò Friendships Gallery una biografia che la Woolf scrisse con inchiostro viola in omaggio all’amata. Ed poi è stata la volta di Vita Sackwille-West, la donna che forse ha amato di più e che ha ispirato uno dei più bei romanzi che la Woolf ha scritto: Orlando. Ma gli amori della scrittrice non finiscono e dopo l’allontanamento da Vita, con la quale mai finirono l’amicizia e l’affetto profondo, ci furono Lady Ottoline Morrel, Dora Carrington, Katherine Mansfield, Ethel Smyth, gli amici, gli ambienti, i luoghi che furono cornice e complici di relazioni, amicizie amori impossibili da dimenticare…

Di Virginia Woolf si è detto tutto e il contrario di tutto si è scritto tanto, tantissimo. Di questa donna si è indagata ogni sfumatura e ricercata nei suoi scritti ogni ombra di un aspetto autobiografico. La sua vita è stata passata ai raggi X, così come i suoi diari, la sua vastissima corrispondenza: ma nonostante anni di critica letteraria alla sua omosessualità si è guardato come ad un fatto puramente mentale, intellettuale, sublimato, vuoi per non scalfire l’idea della vittima che subì abusi e che non resse agli orrori della guerra; vuoi per mantenere intatta la sua immagine di genio illibato e asessuato lontana da tutto, dal mondo e da se stessa. Niente di più distante dalla realtà, realtà che vede la Woolf come una donna autoironica, divertente, che sapeva amare la vita, le persone; una donna con una passione autentica per i cani e che non si negava certo il piacere di un buon bicchiere di vino, di una passeggiata o di una notte di passione. Eleonora Tarabella in questo accurato esordio ci restituisce grazie al cielo una Woolf fatta di carne, passione, risate e amore per la vita, per i viaggi, la letteratura e le donne.



 

 

 

 
 
 
 

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