Ti ho visto

Ti ho visto

È l’alba sulle coste siciliane. Salvatore e Pietro, suo figlio di otto anni, si preparano come ogni giorno per la pesca, ma in lontananza qualcosa di inaspettato si para ai loro occhi. Proprio sulla linea dell’orizzonte appare una nuova isola, il profilo inconfondibile di una nuova terra emersa si staglia di fronte all’incredulità di tutti. Quella scoperta getta il paese nel caos, tra chi grida al miracolo e chi pensa sia opera del demonio, mentre gli interessi di Francia e Inghilterra si fanno ancora più presenti in quella regione che è sotto il potere degli Angiò. E poi c’è fra’ Donato, con il suo talento per le erbe, e la sua decisione di crescere come un figlio il piccolo Bartolomeo, incontrato sulla strada che lo porta verso il nuovo convento a cui è destinato vicino a Palermo, un bambino che porta al collo un flauto, il cui destino sembra segnato. Ma la vita di Bartolomeo ‒ cresciuto all’interno del monastero ‒ non seguirà l’iter che sembrava già tracciato. Il giovane infatti non prenderà i voti, né rimarrà accanto a chi si è preso cura di lui per molto tempo, ma sceglierà di seguire un vecchio cantastorie cieco incontrato per caso per diventare a sua volta un cantore, passando di città in città, di borgo in borgo, di piazza in piazza, fini quando l’incontro con l’affascinante Castore non cambierà ancora una volta il corso del suo destino…

Una storia liberamente ispirata agli eventi dei Vespri siciliani ‒ siamo quindi nel Duecento ‒ quella che ci racconta Leda Lucchese, siciliana anche lei, classe settantasette che con questo breve romanzo nel 2016 è stata semifinalista per la sua regione al premio letterario “La Giara” della Rai. Una narrazione, la sua, che vuol puntare un riflettore sulle scelte dettate dal cuore, sull’importanza di seguire ciò che si sente, di scegliere la via che meglio ci assomiglia piuttosto che quella più comoda o tracciata da altri, consapevoli del fatto che si possa incontrare il dolore definito dalla stessa autrice come “anticalcare dell’anima” capace di far riflettere, crescere ed insegnare ad amare. Alla ricerca di un equilibrio tra la dimensione fiabesca e la fiction storica, questa vicenda raccontata con un lessico semplice si pone come una lettura per tutte le età, non è infatti difficile parteggiare per Bernardo nella sua ricerca di una propria identità guidato unicamente dalla voglia di seguire i propri sogni, incurante delle conseguenze e dei pericoli a cui si espone.



0
 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER