Ti spiego

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Quando il suo ex marito Mario le manda una lettera dall’altro capo del mondo, Cristiana viene colta di sorpresa. I due hanno divorziato ormai da quindici anni ed entrambi si sono rifatti una vita. Lui in Brasile, con una moglie molto più giovane di lui e un figlio di appena un anno; lei a Roma, dove vive con i due figli ormai grandi –uno dei quali si sta per sposare –e un nuovo e rassicurante marito. Quella lettera così, di punto in bianco, Cristiana proprio non se l’aspettava e all’inizio rimane turbata. Mario le chiede infatti di iniziare una corrispondenza fatta di carta, penna e francobolli per ritrovare insieme la giovinezza perduta, perché Cristiana gli manca e lui vorrebbe tornare indietro nel tempo. Cristiana però non ci sta. E in quel carteggio che si consuma in un autunno anonimo, la donna apre il suo personalissimo vaso di Pandora e tira fuori tutti i rospi che ha ingoiato, tutti gli scheletri nell’armadio e tutti i sassolini nella scarpa tenuti sepolti in tanti anni di matrimonio con Mario. Tanto per cominciare gli ricorda che quando lei era incinta del loro primo figlio, lui ha avuto la brillante idea di tradirla con la sua migliore amica. Non era la prima volta, purtroppo, e non sarebbe stata neanche l’ultima. Poi gli ripete per l’ennesima volta che lui è stato il suo primo uomo, che quando si sono conosciuti lei era vergine, anche se lui a questa verginità non ci ha mai creduto, trasformando la faccenda nella pietra dello scandalo del loro matrimonio. Quindi Cristiana gli rivela che in realtà il suo vero e unico grande amore è stato Pietro, ma che i due per diversi motivi non sono mai riusciti a concretizzare la loro storia, e così lei si è fatta bastare Mario. E poi gli confida che l’unico periodo in cui forse era davvero innamorata di lui è stato quando erano studenti e lui per mantenersi faceva il pugile e partecipava agli incontri facendola stare col fiato sospeso...

Presa inizialmente in contropiede, Cristiana mostra, lettera dopo lettera, di essere la vera conduttrice di quel gioco apparentemente spiritoso e nostalgico in cui il suo ex marito l’ha catapultata. È lei infatti a decidere di cosa parlare e di cosa no, è lei a mostrarsi forte, sicura e determinata ed è sempre lei a scoprire tanti piccoli altarini che Mario davvero non avrebbe mai immaginato né voluto immaginare. Sarà sempre lei, infine, a porre fine a quell’assurda corrispondenza. La netta predominanza di Cristiana è messa in rilievo dal fatto che la storia si dipana solo attraverso le sue lettere: da quello che lei risponde, chi legge capisce e intuisce cosa Mario deve averle scritto nelle lettere precedenti. Lo stile rispecchia il carattere di Cristiana, o meglio lo stato d’animo di Cristiana nel ricevere quelle lettere e nel rivangare un periodo di sofferenza che sperava di essersi ormai gettata alle spalle: il linguaggio è tagliente ma educato, accusatorio ma cortese, affilato ma elegante. Romana Petri, autrice pluripremiata, traduttrice nonché finalista del Premio Strega compone un romanzo forte e delicato allo stesso tempo, un romanzo in cui si ha la sensazione, o quantomeno l’aspettativa, che le cose finiscano per andare in una certa direzione ma invece, giunti alla fine, ci si accorge che l’intera faccenda non potevano che andare come è andata.



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