Tokyo cancelled

Tokyo cancelled
Una tempesta di neve di eccezionali proporzioni che infuria su Tokyo costringe un boeing 747 con a bordo 323 passeggeri ad atterrare in una piccola località di provincia. I passeggeri protestano, minacciano denunce, ma alla fine devono rassegnarsi: non sarà possibile raggiungere la capitale giapponese fino al giorno seguente. La maggior parte di loro, riluttante, si sistema negli alberghi locali, ma per tredici di loro non si trova una camera, e ai malcapitati non rimane altra scelta che passare la notte in quel piccolo aeroporto. Lasciati via via da parte stanchezza e malumore, i 13 si raccolgono in cerchio attorno al tapis-roulant della consegna bagagli e si raccontano a turno delle storie per passare la notte. Quando - alle prime luci dell’alba - cominciano ad arrivare in aeroporto gli altri passeggeri per la partenza, l'incantesimo si rompe, ed è di nuovo tempo di partire...
Cloni che diventano rockstar asiatiche, ragazze turche mute ma capaci di leggere la mente, mutaforma parigini, figli illegittimi di divi hollywoodiani, biscotti magici che tramutano le persone in boutique di New York, ricordi rubati e tenuti in ostaggio, bambole gonfiabili che prendono vita e distruggono la famiglia del loro padrone, e via sognando in questo Decamerone post-moderno che si candida prepotentemente alla carica di libro-rivelazione dell'anno. Il franco-malese-ameri-indiano Dasgupta è un controllore di volo che traccia rotte mistiche, sentieri magici che uniscono Nuova Delhi, Parigi, Londra, Buenos Aires, Lagos e altre antiche, pulsanti città del globo. La tradizione del mito classico e delle leggende popolari viene sublimata, modernizzata, adattata all'incubo capitalista dal quale non riusciamo a svegliarci, e il numero 13 che ricorre continuamente dà al libro il sapore del rito, della kabbalah, dell'incantesimo arcano. Solo pochi fortunati affabulatori come Neil Gaiman o Gabriel Garcia Marquez sanno raccontare il realismo magico senza cadere nello squilibrio, nel ridicolo, nell'artificioso. Rana Dasgupta col suo romanzo d'esordio (sottolineo, d'esordio) ci riesce perfettamente, e commuove, stupisce, titilla, fa girare la testa ad ogni pagina. Dio, perché non sono capace di scrivere un libro così?

 

 

 

 
 
 
 
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