Tommaso sa le stelle

Tommaso sa le stelle
Oltre un sentiero stretto e sassoso tra pioppi, bacche e buche, compreso tra l’autostrada e l’argine del Po e alla sinistra di un grande campo di grano, c’è il vecchio deposito giudiziario. Pietro ne è il custode. Ha sessant’anni, è un solitario, ama stare seduto su una vecchia sedia ingiallita che amichevolmente chiama Berta. Tutto sudato, con le ciabatte e la canottiera, i capelli grigi e arruffati, si gode la pace di quel luogo. Per molti potrebbe essere desolato, per lui al contrario ricco di emozioni, suggestioni e ricordi. A fargli compagnia la musica lirica e il sommesso raccontare del Po. Le uniche altre presenze nella sua vita sono l’ufficiale giudiziario, che di tanto in tanto aggiunge nuovi oggetti da custodire, e la postina, con la quale ha un rapporto passionale, intenso, che non ha bisogno di troppe parole. I giorni si ripetono identici a loro stessi, finché, all’improvviso, la presenza di un bambino nel suo personalissimo regno cambia ogni prospettiva…
Un romanzo pieno di profondità, una storia di quelle destinate a rimanere nella memoria. Protagonisti forti, capaci di farsi conoscere e amare, tagliati con una scrittura lineare ed efficace. Il mondo di Pietro esplode e risuona, tanto da diventare familiare al lettore. Per quanto al di fuori degli schemi, quest’uomo riesce subito a farsi voler bene e quando la trama del romanzo si complica e lo mette in una situazione di pericolo non possiamo che essere preoccupati per lui e per il suo mondo. Una storia umile, ai margini dei grandi eventi, un romanzo fatto di emozioni e che partendo dal basso descrive in maniera puntuale la situazione che stiamo vivendo. Una piccola favola metropolitana che però ha il sapore e la magia delle epopee e delle grandi imprese.

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