Torino al femminile

Torino al femminile

Sebbene da tempo sia iniziata per lei una nuova epoca, sembra che Torino fatichi a staccarsi di dosso l’etichetta polverosa di “ex capitale d’Italia e città industriale”. Non che si siano cancellati dal suo volto i segni della monarchia sabauda o della presenza della più grande fabbrica d’automobili del Paese, semplicemente Torino è anche molto, molto altro. È città del design, della cultura, del libro, dei musei, delle raffinate atmosfere fin de siècle, del cioccolato e del bicerìn. È la patria di Eataly e del gianduiotto, luogo di nascita del tramezzino, dei grissini, del gelato da passeggio e del vermouth. È la sede di editori che hanno fatto la storia (Pomba, Einaudi, Bollati Boringhieri, EdT…) e di innumerevoli festival che attirano moltitudini di appassionati di varie discipline durante tutto il corso dell’anno (Torino Film Festival, Torino Jazz Festival, MITO, Salone Internazionale del Libro, Portici di Carta, Cioccolatò…). Se poco si conoscono le caratteristiche e le risorse di Torino, ancora meno noti ne sono i primati: i portici cittadini costituiscono la più vasta area pedonale d’Europa; nel 1826, in un’ex conceria, venne aperto il primo laboratorio per la produzione di cioccolato solido; a Torino si svolse la prima proiezione pubblica dei minifilm dei fratelli Lumière. Era il 7 novembre 1896, un anno dopo la proiezioni ufficiale nella capitale francese…

Arricchisce il catalogo dell’editore Morellini la collana “Al femminile”, che si compone e amplia progressivamente di libri pensati per le turiste delle più belle città d’Italia. Volumi in cui, con tono decisamente più colloquiale rispetto a quello delle guide propriamente dette, viene dato particolare risalto a strutture, attività, negozi, manifestazioni culturali in grado di accendere l’interesse e la curiosità dell’utente più esigente che esista: la donna. Con Torino il gioco è stato semplice: non solo è stata reclutata un’autrice torinese e innamorata del luogo in cui è nata, ma la città stessa sembra fatta a misura di donna. Torino vanta, infatti, un numero particolarmente elevato di caffè (ben undici quelli storici), cioccolaterie e gelaterie, in cui è facile addolcire “certe giornate amare” (che, “lascia stare”); oltre a un elenco sterminato di negozi di abbigliamento, profumerie e mercati, dove svagarsi e dedicarsi allo shopping “per la voglia di piacere a chi c’è già, o potrà arrivare”. Nel volume, l’attenzione al femminile si riscontra soprattutto nel capitolo dedicato al Dormire. Si sa, “siamo così, dolcemente complicate”, per cui la dotazione di piastra per capelli, di bollitore con tè e tisane, la marca del kit di cortesia, la presenza dell’intonaco rosa alle pareti o la colazione a base di prodotti bio e anti-ox potrebbero costituire validi motivi di scelta. Si sente la mancanza della cartina della città, comunque una lettura piacevole, sia per chi Torino la conosce, sia per chi si prepara a incontrarla.



 

 

 

 
 
 
 

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