Torino obiettivo finale

Torino obiettivo finale

Torino, novembre 2015 (quasi in contemporanea con gli attentati parigini). L’intraprendente commissario Sergio Crema, juventino originario campano, ben sposato con due marmocchi, ha per la prima volta sfondato il muro dei 100 chili e si mette a dieta, più o meno. Va pure a piedi (dal quartiere di Santa Rita) in Questura in corso Vinzaglio. Si fa trovare lungo la strada l’atletico e longilineo settantenne Mario Bernardini, critico cinematografico con l’hobby dell’investigazione: vuole mettergli una pulce nell’orecchio sul caso Mercadante. Forse non è un chiaro esempio di femminicidio con Carmen uccisa per gelosia. Forse il marito operaio (già arrestato da altri inquirenti) non c’entra, se non altro perché alcuni orari (mal) certificati avrebbero reso impossibile la sua responsabilità. Crema coglie l’occasione per rivolgersi al suo magistrato di riferimento Giulia Bonamico, brava competente desiderata brunetta ammaliatrice. Lei è sempre scettica ma ne capisce le ragioni e gli assegna la revisione della vicenda, capire chi altri (a parte lo stesso amante) poteva voler morta la donna, che faceva le pulizie anche in studi importanti. Così l’indagine si allarga alla grande inaugurazione attesa in città: il nuovo grattacielo appena costruito in corso Romania da una potente società internazionale, più alto della Mole Antonelliana, al cui interno è prevista una sfera di acciaio del diametro di 5,5 metri e del peso di oltre 600 tonnellate (sostenuta da 8 pompe idrauliche) che occupa lo spazio di quattro piani dell’edificio, controbilanciando le inevitabili inclinazioni e oscillazioni, sfruttabile anche come attrazione per i visitatori. Pare che gli ambientalisti siano incazzati, qualcuno sta addirittura protestando contro sprechi e imbarbarimento del paesaggio. E la figlia del capo della ditta (ad alto contenuto tecnologico) sembra proprio scomparsa. Crema non si ferma alle apparenze…

Rocco Ballacchino è uno dei fondatori di “Torinoir” e ha già all’attivo vari romanzi: questo è il terzo della serie, narrato in terza persona (quasi) fissa. Il presuntuoso critico cinematografico ex marciatore è ispirato al compianto Morando Morandini, impegnato nella stesura della celeberrima guida annuale, qui costretto ad allontanare il nuovo amore (la splendida magnetica trentenne attrice emergente Sandra Viani) quando scopre di essere gravemente malato; sarà la famiglia Crema ad accudirlo un poco con affetto. E le schermaglie saranno solo fra commissario e collega poliziotto, il fidato affiatato collega, l’amico ispettore Mario Quadrini, che fa da spalla e lo incalza sulla magistrata. La narrazione è scorrevole, con tanta Torino e qualche informazione in sospeso; percorrono tutti una strada senza avere in mente la destinazione ultima, l’obiettivo finale (da cui il titolo), sicché alla fin fine forse hanno perso tutti. Recensioni critiche opportune e pertinenti di almeno tre significativi film: Sfera di Barry Levinson (1998), il grande Philadelphia di Jonathan Demme con Tom Hanks (1993), il recente bellissimo Caso Spotlight di Tom McCarthy (2015). Musica varia, Crema ama Ligabue, il CD preferito resta l’album omonimo del 1989. Però anche Baglioni (“Vivi”) gioca la sua parte: cercare la paura nuova, assaporare la dura affinità. Per le lasagne al pesto si stappa la bottiglia di Gambellara (bianco), meglio il rosso per selvaggina e polenta.



 

 

 

 
 
 
 

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