Torre saracena

Torre saracena

La torre di Sant’Isidoro, l’unica di questa località, da un lato guarda verso Gallipoli e il suo faro che sorge sull’isoletta di Sant’Andrea, e dall’altro verso le sue omologhe che sorgono sulle sporgenze rocciose: Torre Chianca, Terra Lapillo, Torre Colimena… La campagna salentina è punteggiata da svariati menhir, quelle stele di pietra conficcate nel terreno e spesso incise con una croce bizantina. Un paesino che propone un itinerario fra i menhir è Giurdignano, il tutto al riparo dal turismo di massa delle località costiere… Una delle bellezze più fotografate da chi si spinge nell’estremità meridionale della Puglia è un laghetto formatosi in una vecchia cava di bauxite vicino Otranto, dopo la sua dismissione avvenuta nel 1970. Oggi l’acqua verdissima fa contrasto con le pareti rocciose e rosse, bellezza apparentemente naturale eppure frutto dell’intervento umano… Passeggiare in un qualsiasi paesino nei giorni della festa patronale è uno spettacolo suggestivo e unico, perché le luminarie gettano la folla come in una visione di arabeschi e caleidoscopi; citando forse in maniera incauta il Paradiso di Dante, ”di tal fiumana uscian faville vive;/ e d’ogne parte si mettien ne’ fiori/ quasi rubin che oro circunscrive”… La Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina è, per i suoi affreschi, una delle meraviglie che più attirano turisti che si avventurano in questa terra, costruita per volere di Giovanni Antonio Orsini Del Balzo con maestranze che fecero riferimento come modello anche alla cappella degli Scrovegni… La ragazza tarantata giace per terra, scossa da un tremito che parte da dentro e la fa ballare a ritmo, i musicanti eseguono le note della pizzica stando sulla soglia. L’indomani è San Paolo, ecco spiegarsi il verificarsi di questa sorta di rito popolare ancestrale…

Antonio Prete è autore e critico di fama internazionale. Nativo di Copertino, in provincia di Lecce, ha avuto la cattedra di Letterature Comparate presso l’Università di Siena e tenuto corsi in vari Atenei in Europa e America. A questa sua incessante e prolifica attività si deve la stima di cui gode. Come saggista ha pubblicato Il pensiero poetante, Prosodia della natura, Trattato della lontananza, ma è attivo anche in ambito poetico e narrativo (sue opere, in tal senso, sono edite da Feltrinelli e Nottetempo); dirige la collana “Quaderni del gallo silvestre” per Manni, e ha tradotto, fra le altre cose, I fiori del Male di Baudelaire per Feltrinelli. Una produzione mastodontica, ma che può già essere d’aiuto per inquadrare questa raccolta di racconti, saggi e scorci che sconfinano nell’aneddotica, nella storia e nella critica d’arte. In un certo senso è come se i tòpoi della lontananza e della nostalgia, cari a Prete e già lambiti proprio nei fortunati saggi, ritornassero in Torre saracena con rinnovata forza. Il titolo prende le mosse da una delle più note e identificative peculiarità architettoniche del Salento, la terra d’origine dell’autore che in questo viaggio sentimentale si comporta come una sorta di Virgilio. Oltre al gusto erudito palesato nella la descrizione del paesaggio, al citazionismo che attinge da leggende locali, al ricorso costante ad altri libri, il percorso è sensoriale ma con una preponderanza della vista. Importante notare che spesso l’autore, che da giovanissimo si è allontanato dalla sua terra per ragioni di studio e successivamente di attività accademica, non usi quindi il punto di vista di chi vive il Salento 365 giorni l’anno, ma di chi guarda con gli occhi dell’anima e rammenta, rimpiange con delicata nostalgia, prova nello stesso momento emozioni discordi e provenienti da momenti temporali diversi, con una sovrapposizione e un’intersezione che risultano affascinanti.



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