Trash

Trash
Behala è una grande montagna di rifiuti, una discarica abitata, in cui si aggirano i ragazzi-spazzatura, quelli che con un uncino rivoltano tutto quello che viene gettato da altri per racimolare qualche pesos. Raphael e il suo migliore amico Gardo non credono ai loro occhi, quando sotto a fondi di caffè e sporcizia trovano un borsello; al suo interno, qualche foto, una mappa, una chiave e un portafoglio con millecento pesos, che per loro è un patrimonio. Raphael nasconde tutto nella vecchia cassa di birra in cui raccoglie i suoi tesori: la tazza con la vergine Maria, un orologio rotto e i suoi jeans. Il giorno dopo, per la favela la polizia chiede a tutti se tra tutta quell’immondizia hanno ritrovato un importante borsello, gettato per errore. La ricompensa è grande: mille pesos a tutte le famiglie di Behala! Cosa devono fare? E se vengono scoperti? Non resta che affidarsi alla complicità del loro amico Ratto, perché nella fossa malsana in cui vive, tra spazzatura e topi, nessuno andrà mai a cercare nulla…
Andy Mulligan riesce nel difficile compito di scrivere un libro senza inutili buonismi. I protagonisti raccontano la loro storia senza piagnistei, semplicemente mostrando la loro esistenza tra la spazzatura come mero dato di fatto. La favela è una realtà difficile, certo, ma è la loro realtà con cui hanno imparato a fare i conti. Le avventure che seguono il ritrovamento casuale del portafoglio sono narrate con uno stile divertente e molto leggero (è un libro per ragazzi che si legge tutto d’un fiato) senza alcun intento di edulcorare ciò che evidentemente di dolce ha poco. Ci si ritrova a fare il tifo per questi tre ragazzini sfortunati, soprattutto per Ratto, che non solo non possiede una casa, ma a differenza degli altri non ha neanche una famiglia, naturale o acquisita, alle spalle. Da questo romanzo è stato tratto il film di Daldry attualmente nelle sale.

 

 

 

 
 
 
 
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