Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (senza risparmiare se stessi)

Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (senza risparmiare se stessi)
Il “lui” non-protagonista del romanzo ha più di un cruccio esistenziale. Il primo è Giulia, la donna che si rifa viva con una telefonata dopo cinque anni – o tre settimane? - per chiedergli di rincontrarsi e chissà, magari di ricominciare. Il secondo è Tolstoj, sì, proprio lui, il grande maestro russo, ora solo più vecchio e brontolone ma in fondo sempre prodigo di utili consigli durante le innumerevoli partite a dama e scopa partorite proprio con il ragazzo nel suo monolocale sulla Nomentana, tra scorpacciate di Coca-cola e gelato neanche fossimo al luna-park. I due universi – il letterario e l'amoroso - convivono, si sovrappongono, si sfiorano, s'inseguono, a volte quasi coincidono. Fino a quando la telefonata con la donna non pone la più classica e disarmante delle scelte, portando i due mondi allo scontro finale. Sarà cosa buona e giusta raggiungere Giulia all'appuntamento? Potrà e vorrà mai davvero ricominciare? E soprattutto al maestro Tolstoj – nel frattempo inaspettatamente presentatosi a casa sua con tanto di scacchiera sotto il braccio per la classicissima partita settimanale - chi potrà mai confessare la vile e retorica fuga da innamorato che il giovane sta per compiere, visto che è a un passo dal varcar la soglia per raggiungere la sua donna all'appuntamento fatale? “Ci sono vari modi per terminare una partita a dama: 1) Vincere. 2) Perdere. 3) Rovesciare la scacchiera. 4) Eliminare se stessi e l'avversario. […] Questa è la storia di come rovesciai una scacchiera”... 
Minimum Fax dopo otto anni riedita l'esordio narrativo del talentuoso scrittore pugliese Nicola Lagioia. Un libro breve ma incredibilmente sorprendente, sopratutto se si considera che si trattava all'epoca, per l'appunto, di un esordio letterario. La ricerca dell'originalità in ogni campo è generalmente un lusso per pochi e Lagioia centra in pieno in questo suo non-romanzo tutti i crismi dello sperimentalismo letterario con disarmante – apparente – semplicità, riuscendo a confrontarsi niente meno che con il grande romanzo dell'Ottocento-Novecento. Tolstoj, Joyce, Proust, Kafka, tutti miti e vecchi tromboni di cui doversi sbarazzare per poterli finalmente superare, o padri immacolati da continuare sacralmente ad adorare e imitare? I grandi Maestri della storia letteraria e i loro immensi capolavori sono macigni a cui aggrapparsi per provare a costruire e battere nuovi sentieri o fardelli inossidabili da cui sarà sempre impossibile affrancarsi? Lagioia prova – con adorabile stile goliardico – a spiegarci tutto ciò in questo suo manualetto di sopravvivenza (o se volete di indispensabilità). Perché alla fine non è affatto mica così certo che si riesca a salvar se stessi pur sbarazzandosi di Tolstoj. La partita a dama col grande Maestro è ben lungi dal terminare.

Leggi l'intervista a Nicola Lagioia

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