Tre sorelle

Tre sorelle
Il segretario Wang ha avuto il tanto sospirato erede, Piccolo Ottavo, dopo “solo” sette figlie, una cosa estremamente disonorevole nella Cina di Mao. Tutti i tentativi di approdare all'erede maschio hanno compromesso la sua felicità coniugale, e per consolarsi ha iniziato ad avere relazioni più o meno con qualsiasi donna del villaggio, compresa la bellissima donna-volpe, la moglie di Youqing, la sua preferita. Ciò non lo ha fermato dall'intrattenere una relazione con la moglie di un militare in servizio e, una volta scoperto, di cadere in disgrazia a causa delle conseguenze legali del fattaccio.
Questo ha compromesso il matrimonio della sua bellissima e virtuosa primogenita Yumi con un giovane e prestigioso aviatore: la ragazza per restituire la dignità alla famiglia si sacrificherà sposando un vecchio funzionario di Pechino alle sue seconde nozze. Anche la seconda figlia, Yuxiu, bella e affascinante, una vera e propria seducente ragazza-volpe, pagherà le conseguenze del declino paterno, subendo uno stupro appena qualche giorno dopo la “caduta”: ormai disonorata, raggiungerà la sorella nella capitale per rifarsi una vita. A riscattare l'onore dei Wang, ci penserà anni dopo la piccola Yuyang, ottenendo risultati eccellenti nella scuola e nella sua organizzazione politica…
Un affascinante, leggero e ironico ritratto della Cina di Mao è quanto emerge da queste pagine di Bi Feyu, che pure non rinuncia ad offrici, in sottofondo, una fotografia piuttosto nitida dell'organizzazione comunista e del suo impatto sulla società. Attraverso le vicende personali di Yumi, Yuxiu e Yuyang (questo per altro il titolo originale) ci permette di intrufolarci dietro i paraventi delle case del villaggio Wang, uguale a mille altri in Cina; spiamo le abitudini alimentari della popolazione, i pettegolezzi, i riti collettivi (ad esempio la lettura comune delle lettere tra Yumi e il suo innamorato aviatore, o le regole di corteggiamento). Approdando nella grande Pechino al seguito prima di Yumi e poi di Yuxiu, scivoliamo dentro la macchina perfetta delle organizzazioni cittadine con i suoi ruoli ben definiti, e impariamo quanto conti nella scala sociale essere una persona istruita sull'abaco o meno. E quanto in effetti la popolazione non fosse poi così supinamente sottomessa alle regole maoiste ma riuscisse anche a volgerle a proprio favore. Seguire la carriera scolastica brillante di Yuyang, poi, ci mostra come i perfetti meccanismi di indottrinamento e controllo delle nuove generazioni dovessero comunque fare i conti con i turbamenti e le meschinità tra coetanei tipici di qualsiasi adolescenza. Il tutto resta delicatamente sullo sfondo dei racconti di queste donne dalla femminilità discreta ma contemporaneamente prepotente: sicure del potere del proprio sesso e della propria bellezza, le due prime sorelle attraversano il loro tempo restituendoci comunque una tensione alla libertà di pensiero e alla modernità abbastanza sconcertante per chi è abituato a pensare i cinesi dell'epoca come ai guerrieri di terracotta di Xi'yan: tutti uguali e tutti fermamente convinti di dover seguire pedissequamente le regole. Tre sorelle si rivela dunque una lettura piacevole e diversa su un paese pieno di contraddizioni e ancora poco conosciuto, se non per luoghi comuni. Un'evasione divertente che può insegnarci anche a essere più open minded e colmare - perché no- qualche lacuna su un paese così affascinante, complesso e ancora troppo poco conosciuto.

 

 

 

 
 
 
 
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