Tremante

Tremante

Sul quotidiano locale di Montepicozzo “Il collettino” il 28 novembre compare l’articolo di Attananzio Speriti in cui il giornalista descrive il ritrovamento del cadavere in avanzato stato di decomposizione di un giovane ventiquattrenne, Tommaso Tremante, morto nella notte tra il 23 e 24 novembre. Tremante aveva precedenti per reati legati al possesso di stupefacenti e vagabondaggio, viveva in stato di indigenza, tanto che l’affitto dell’abitazione, fatiscente, era pagato da una donna, forse una delle sue innumerevoli amanti. Nell’appartamento pochi oggetti personali: una sacca di tela lacera contenete dei fogli e il libro Così parlò Zaratustra di Nietzsche con molte pagine lacerate, la custodia della chitarra vuota. Il giovane sbarcava il lunario con esibizioni canore e musicali di inediti. Con grande sorpresa di tutti gli inquirenti, l’autopsia ha rivelato che Tremante è morto per cause naturali, pare essere morto di vecchiaia, potrebbe essersi trattato di una disfunzione genetica, ma niente è stato trovato che avvalorasse tale ipotesi…

Tremante di Massimiliano Città è un romanzo che parte come un giallo, un noir interessante: un giovane morto per cause (in)naturali, morto di vecchiaia. Ma arrivati alla diciottesima pagina cambia rotta: inizia una narrazione prolissa e torrenziale, che ha come unico risultato di far scemare l’interesse del lettore. È un testo scritto in maniera corretta, con un linguaggio che vira dall’aulico al colloquiale, in cui il logorroico monologo del protagonista, Tremante Tommaso ‒ che compare dopo gli articoli del giornale e due testi di canzoni ‒ è un confuso assemblaggio di memorie, pensieri e riflessioni esistenziali sospese. Pochissimi riferimenti che possano far intuire in che anni si svolga la storia, non c’è accuratezza nella ricostruzione dell’ambientazione, niente che caratterizzi e collochi nel tempo il racconto, che resta sospeso. Compaiono poi dal nulla testi che poi si scoprirà essere canzoni, che sicuramente nell’intenzione dell’autore debbono avere connessioni con la trama e quindi aumentarne la comprensione del lettore, mentre invece la rendono se possibile più nebulosa, così come non è chiaro il filo conduttore tra i diversi piani narrativi. I personaggi sono inconsistenti, caratterizzati nella descrizione ma incapaci di restituire figure vive. Fitto di dialoghi sconclusionati e frammentari, tutto il libro manca di passione, di emozioni, di vita, di ritmo. Peccato, perché l'incipit era veramente promettente.



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