Treno espresso per l’universo

Treno espresso per l’universo

Zeno e Nova sono veterani della Rete, hanno già visitato molti mondi grazie alla rete ferroviaria che collega ogni angolo della galassia sconosciuta. Eppure, il pianeta che si rivela a loro dopo aver attraversato l’ultimo portale appare come deserto. È un mondo nuovo, fino a quel momento mai collegato alla Grande Rete Imperiale, nasconde forse nuove trappole e misteri. Sono accadute molte cose, Zen e Nova hanno dovuto compiere atti terribili per aprire quel passaggio verso il nuovo mondo. Perfino il trono imperiale è in bilico e solo la guerra potrà deciderne le sorti, un conflitto violento, globale e senza esclusione di colpi, destinato a sconvolgere ogni più piccolo sistema della galassia. Il giovane ladro e la sua compagna meccanica stavolta dovranno muoversi fra battaglie e distruzione, affrontare l’incubo di ogni popolo dell’Impero. Per loro due la strada del ritorno si presenta lunga, tortuosa, irta di ogni genere di pericolo. I loro cammini dovranno dividersi per poi intrecciarsi ancora in una sarabanda di rivolgimenti continui. E se, dopotutto, la guerra non avesse risparmiato nemmeno la loro casa?

  La storia di Zeno, abile e spericolato ladruncolo, e Nova, essere meccanico dall’apparenza di giovane donna che desidera essere sempre più umana, prosegue dalla conclusione del precedente romanzo. Apparso nel 2016 per la Oxford University Press, quest’opera rappresenta il sequel di Capolinea per le stelle. Rispetto al primo romanzo, fortemente intriso di tematiche già viste ed esplorate da altre opere del genere fantastico, qui Reeve cerca di declinare in termini più personalizzati le vicende dell’Impero della Rete. Dopo aver veicolato temi, situazioni e personaggi attraverso canali ben noti e riconoscibili, tecnica che ha permesso di creare un universo narrativo solido, dai colori e dai sapori vividi, si passa a esplorare meglio i personaggi e la loro peculiarità. Nova, ad esempio, ottiene uno spazio maggiore. Il suo bisogno di assomigliare e identificarsi con gli umani diventa a tratti inquietante, finisce quasi per sottolineare l’incolmabile diversità della sua natura meccanica. Analogamente, il personaggio di Zen mostra qui la sua contraddittorietà e le inquietudini adolescenziali attraverso il conflitto interiore originato dal legame con Nova, un essere meccanico. Tuttavia, se risulta apprezzabile il maggior approfondimento dei personaggi e la loro capacità di diventare protagonisti in grado di reggere la loro parte della storia, l’universo narrativo mostra segni di ripetitività. Reeve è costretto a inventarsi una guerra per gettare nuovo interesse sulla galassia della Rete. L’esplorazione, infatti, non ha più nulla da dare al lettore e non ci sono nuovi misteri che l’Impero della Rete possa offrire allo sguardo avido del lettore. Ecco, dunque, che il registro narrativo deve cambiare e virare verso i toni cupi dell’intrigo politico e della distruzione. Due giovani fra loro diversi eppur legati costretti a fronteggiare qualcosa di molto più grande e complesso, un gioco in cui non si vince.



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