Triade minore

Triade minore

Cardiff, 2014. Brynmore Davis, direttore musicale presso la BBC Galles e responsabile dei programmi di Radio Cymru, riceve l’inaspettata visita del detective Chase Lynxes, incaricato di recapitargli una lisa borsa della BBC che contiene un vecchio Walkman Sony Pro, una cuffia, due microfoni e tutto quello che negli anni Ottanta si sarebbe potuto definire un kit professionale per la registrazione analogica. Il detective Lynxes gli rivela che tutto il materiale apparteneva a Iwan Pryce, uno dei più fidati collaboratori di Brynmore, che nel 1995 ha perso la vita in un tragico incidente stradale, di ritorno da una missione affidatagli proprio dallo stesso Brynmore. Il giovane inviato avrebbe dovuto produrre un servizio su Edna Iles, una delle più prestigiose pianiste britanniche, oramai novantenne e che all’epoca viveva nella cittadina di Solihull. La notizia del ritrovamento riporta a galla in Brynmore i sensi di colpa e il profondo malessere con i quali l’uomo ha difficilmente convissuto, convinto di aver in qualche modo provocato la morte del valido collaboratore. Brynmore, concedendosi un paio di giorni di vacanza, si immerge nell’ascolto delle cassette registrate venti anni prima da Iwan. La storia che ne emerge è il racconto della vita di Edna e del suo incontro con il noto e altrettanto misterioso compositore russo Nikolaj Medtner, con suo fratello maggiore Emilii e la violinista Anna Bratenshi, che fu consorte di entrambi. Affiancato dalla bella moglie Jeanne, Brynmore viene trascinato in uno strano vortice dentro il quale il mistero si infittisce, avvicinandolo a quel baratro dal quale si era con difficoltà allontanato. Infatti, le voci registrate, i personaggi strani che di volta in volta lo avvicinano per recargli missive sembrano provenire, non solo da un passato che non potrebbe più esistere, ma alludono a un collegamento con l’oltretomba e con gli spiriti di quei protagonisti che all’inizio del Novecento crearono musiche tanto affascinanti quanto arcane. Fantasmi, anagrammi, melodie misteriose e un misterioso lascito milionario sono il sentiero che Brynmore seguirà per scoprire ciò che realmente accadde in quei giorni a Solihull tra il giovane Iwan e l’anziana Edna Iles…

Tutto è iniziato quasi per caso, dice Luigi Ferrari, laureato in architettura, diplomato in composizione polifonica e analisi musicale e che vanta collaborazioni con importanti teatri italiani. L’idea per questo romanzo è sorta grazie a una piccola scintilla di curiosità mentre, cercando in rete del materiale su Gerswhin, si imbatte nella prima di tre Novelle per pianoforte di Nikolaj Medtner, che Rachmaninov definì “il massimo compositore del nostro tempo”. Come spesso accade, da quel primo contatto, Ferrari si immerge completamente nella musica e nella storia di Medtner, scoprendo così quella strana triade formata dal compositore, dal fratello Emilii e dalla violinista Anna. Un rapporto strano, simbiotico, quello tra i due fratelli, e quasi morboso con la giovane musicista. In armonia tonale, vale la pena ricordarlo, triade è l’aggregato di tre suoni che dà luogo a un accordo perfetto. Da tutto ciò nasce questo romanzo, che ha il pregio di far conoscere e instillare anche ai lettori la curiosità e la voglia di ricerca e ascolto delle composizioni medtneriane. Alla storia vera si mescola la finzione narrativa e il mistero legati alla morte del giovane reporter e al misterioso denaro, la cui provenienza è ignota. Ampio spazio viene dato alla descrizione delle composizioni, raccontate con efficacia e completezza e che si mescolano alla trama, fondendosi e diventando parte di quel mistero che si infittisce pagina dopo pagina. Poco credibili, invece, molti dei dialoghi, che sembrano essere forse l’unica stonatura e la parte debole di questo lavoro. Difficile, in certi passaggi, credere verosimili certi scambi di opinioni che tendono a trascinare il lettore fuori dalla storia.



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