Trigger Warning

Trigger Warning
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Trovare un labirinto lunare non è esperienza di tutti i giorni, e soprattutto non è per tutti. Un labirinto lunare non è solo un’attrazione locale bizzarra. Prima di tutto, nessuno lo ha mai percorso al buio, a parte i ragazzi, che però usavano per precauzione una torcia… Quando due vecchi amici che non si vedono dai tempi del liceo si ritrovano all’addio al celibato di un vecchio amico, ad Amsterdam, possono accadere delle cose veramente strane. Per esempio che uno di loro dica all’altro di aver incontrato la sua fidanzata del liceo. Niente di strano, se non fosse che quella fidanzata era stata inventata di sana pianta per stupire gli amici e non sembrare uno sfigato che nella sua vita pensa solo a disegnare… Lungo il Tamigi, in quell’acqua opaca e malsana, ogni tanto si fanno strani incontri. Può capitare di incontrare una vecchia donna che attacca bottone, che vuole raccontare (non a te, all’acqua del Tamigi) di suo figlio, che volle fare il marinaio… C’è un padre che cerca sua figlia, la cerca e insieme la odia, perché pensa che sia scappata di casa. La cerca nella casa di Calum MacInnes. Quel padre era un nano, ma comunque un uomo adulto, disse al bambino che diceva di essere Calum MacInnes… L’affittacamere del signor Maroney era fatta così, non camminava nella spiaggia perché, diceva, le spiagge sono piene di armi: ciottoli pronti per essere scagliati. E non guardava mai oltre le tende della sua finestra perché, diceva, il mare porta sfortuna… Per molti un’avventura è una parola che indica un avvenimento fuori dall’ordinario, ma per alcune madri può voler dire semplicemente “ciò che feci quella mattina”. Eppure quella statuetta rossa, appartenuta al suo defunto marito, aveva realmente un’avventura da raccontare racchiusa nella pietra rossa variegata con cui era stata forgiata…

“Trigger Warning” è un’avvertenza che spesso è inserita nei blog e negli articoli online per anticipare ai lettori che i contenuti presenti potrebbero turbare la loro sensibilità. I racconti, e più in generale le storie, ci avvisa Neil Gaiman, sono sempre “grilletti pronti a sparare”: possono contenere dolore o stupore, mostri e incubi. Il lettore ne è consapevole, ma bisogna rendere più chiaro il concetto che “dove c’è un mostro, c’è anche un miracolo” e da qui il titolo della raccolta di uno dei maestri del fantastico della nostra epoca, capace di passare dalla narrativa al fumetto, dalla saggistica alle sceneggiature per radio e televisione, cavalcando l’oceano delle storie raccontate come un surfista la sua onda perfetta. Non tutti i racconti di questa antologia sono inediti, alcuni sono già comparsi in riviste letterarie, altre in periodici di costume e società americani e altri ancora in raccolte tematiche, come il racconto Le niente in punto, dedicato all’undicesimo Dottore della serie cult Doctor Who, di cui lo stesso Gaiman ha scritto qualche sceneggiatura andata in onda (ma non questa storia, che sul teleschermo è inedita). E non tutti i racconti sono memorabili: qualcuno insinuerà in voi la nostalgia per un certo Duca Bianco, altri sono così intriganti che il lettore si chiederà smarrito perché abbiano trovato una così precoce conclusione, come E piangerò, come Alessandro Magno in cui, nonostante il titolo scomodi la storia antica, si parla invece di un certo Obediah Polchinghorn, professione disinventore. I fan del fantasy mitologico American Gods, recentemente diventato un serial TV per la regia di Bryan Fuller e Michael Green, troveranno nell’ultimo racconto del libro un ottimo mystery inedito che ha per protagonista proprio Shadow Moon, il figlio di Odino del nostro secolo dalla cui scarcerazione prende vita uno dei migliori romanzi di Gaiman. Non mancano le fiabe, reinterpretate in maniera sarcastica e moderna, come L’addormentata e il fuso, in cui Rosabella viene risvegliata non dal principe ma da una regina che dalle fattezze (e dai suoi piccoli accompagnatori) sembra proprio Biancaneve, ma con un carattere più energico e meno ingenuo, anche se casca comunque nel sotterfugio tessuto dalla strega malvagia, o dalla fata, o dalla maga: non si sa mai come chiamarle, queste entità femminili cattive e incantatrici. La fantasia è un filo sottile ma resistente, che va tessuto e allenato in continuazione, sembra dirci Gaiman con questo florilegio alla capricciosa in cui si mescolano fantasy, fantascienza, filastrocche e perfino qualche horror, di cui l’autore ci racconta nella prefazione perfino le occasioni in cui sono nati i singoli racconti.



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