Tristano

Tristano
Il Grande Avvilente sta scappando. Deve raggiungere il Regno, deve raccontare. Non era mai accaduta una cosa del genere: quegli sporchi e ignoranti villani li hanno attaccati. Ci sono degli Eroi tra loro! Biondi, occhi azzurri, forse anche abbronzati, eleganti di sicuro. Ora dovranno navigare lungo tutto il fiume - e l’olezzo del barcaiolo è insopportabile. L’Avvilente non è solo, ha il suo Uomo Nero. Sì il classico Uomo Nero, quello di "ninna nanna ninna oh questo bimbo a chi lo do?", proprio lui. L’Uomo Nero bestemmia, spacca, distrugge, minaccia, ammazza, scaraventa, tortura: è normale, ed è quello che ha fatto al villaggio. L’avvilente è tutt’altro, Sua Eccellenza è mestiere, esperienza, talento e teatro. Poi c’è una specie di fagotto sulla barca, è talmente sporca da essere più un animale, ma si direbbe umana, del genere femminile anche. Si chiama Agnes, sì, è un nome di donna: l’Avvilente sa che l’incontro con quella viscida invertita alcolizzata è stata la sua fortuna; lei è la loro guida ed è stata lei a metterli in salvo, ma non solo, quella sudicia ha qualcosa di estremamente raro e prezioso, è completamente devota al Regno, più che devota, Agnes è fedele. Il loro compito è sempre stato facile e sacrosanto: togliere gioia, speranza e qualunque tipo di progetto per il futuro. Tutte cose inutili che andranno prima o poi disattese; pensieri che tolgono concretezza e regalano stupide illusioni in stupide menti. Manca ancora un piccolo sacrifico, varcare la soglia in cima alla ripida scala scavata nella roccia, è ora di fare ordine in quel caos, ritrovare la scuola degli Avvilenti, la scuola degli Uomini Neri, e le becere, le infiltrate nei villaggi, sempre pronte a riferire, denunciare, raccontare… un balcone fiorito, una casa troppo bella, una casa troppo grande, una fanciulla in età da marito con un seno troppo grosso… Sì, certo, a volte inventano qualche storia, ma i Magnifici Avvilenti controllano; a volte… Gli eroi, gli eroi, gli eroi, questo pensiero non lo lascia un attimo; tutto sta cambiando, il Regno è antico e sorpassato, gli eroi sono belli, forti, si battono e sanno usare le armi. Gli eroi ammazzano, sono violenti e presto marceranno sul Regno: e quando è guerra è guerra, e chi lo sa se il sangue è di un Uomo Nero o di un Eroe. Una volta versato non importerà più a nessuno di chi era quel sangue, verrà lavato via il prima possibile…
Alessandro Forlani è docente di sceneggiatura all’accademia di Belle Arti di Macerata, collaboratore alla cattedra di regia presso il medesimo istituto, docente di sceneggiatura presso ScuolaComics di Pescara, docente di scrittura creativa per Scriptorama nelle Marche, docente di costumistica presso l’Istituto di Cultura e Tecniche della Moda dell’Università di Bologna. E’ autore di testi teatrali, racconti, articoli, liriche, promuove eventi e spettacoli dedicati a scritture e linguaggi, e infine è un appassionato di giochi di ruolo e di strategia. L’ambiente del suo romanzo è cupo e grezzo, Forlani ce ne fa percepire l’odore, anzi la puzza di sporcizia e di putrefazione. In questo luogo si ribaltano tutti i paradigmi del genere come i concetti di bene o male o l’identificazione degli eroi e degli antieroi: il protagonista è Tristano, uomo così indifferente al mondo e ai suoi simili da essere tutto tranne che eroe, per questo il libro è consigliato agli amanti del genere ma non solo. Qui si usano più accette e mannaie che spade luccicanti: nessun cavallo bianco o gesta fenomenali, nessuna fanciulla o fata profumata, ma abissi, quelli dell’animo umano. La metafora dell’indifferenza e dell’anestetizzarsi della coscienza tipica dei nostri tempi è chiara, tutti guardano con morbosità al lavoro dell’aguzzino, finche non sono loro o loro cari nelle mani dell’infame. In questo romanzo non troverete una trama veloce e piena di eventi ad accompagnarvi nella lettura: tutto scorre lento, quasi a sopravvivere a se stesso come i personaggi minuziosamente ricostruiti nella caratterizzazione, nell’animo, senza mai cadere nel banale o nel già visto. Un’infinita ricerca di parole, termini, allegorie; quasi più una poltrona da teatro, che un libro. Accomodatevi bene e lasciatevi guidare da questo linguaggio ricercato e crudo allo stesso tempo. Ecco gli attori principali: punteggiatura, ricerca stilistica, un tessuto narrativo efficace e convincente. Quali sono gli ideali? E cos’è coraggio? Chi sono i buoni e i cattivi? Ve lo chiederete, fidatevi.

 

 

 

 
 
 
 
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