Troppa nebbia nel cuore

Troppa nebbia nel cuore
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Tiziano Marelli lavora nel campo delle comunicazioni ma viene da lontano, una lunga esperienza di militanza politica extraparlamentare e poi come per molti la sua vita ha preso una strada diversa, che nel suo caso è stata influenzata dalla figura paterna, l’Ubaldo, quasi un fantasma nella vita di Tiziano e della sorella Mariella. Un uomo che non ha mai sostenuto economicamente la famiglia, lasciata sulle spalle dell’Armida, veneta trapiantata a Milano da cui si è fatta adottare in toto; un uomo che frequentava la politica di una volta, il PCI con le sue sezioni in cui si discuteva davvero, un padre che poco prima di morire ha rovesciato sul figlio ormai adulto una verità nascosta per anni, una di quelle che possono sconvolgerti la vita. Nel passato di Ubaldo, oltre al percorso politico noto, c’era stata la galera per una rapina. Un banale errore di gioventù che però non è rimasto senza conseguenze: dopo il carcere – in cui ha avuto inizio l’avvicinamento alla politica – il Marelli padre si è trovato stretto senza scampo nella morsa della polizia politica, quella che poi sarebbe diventata la DIGOS, per intenderci. Non bastasse questa rivelazione a sconvolgere la vita del giovane Tiziano, la madre qualche tempo dopo gli rivela che il padre nascondeva un altro segreto ben più pesante. L’esistenza di un altro figlio che si chiama come il figlio di Tiziano. La ricerca di Stefano e della verità su chi fosse davvero suo padre porteranno Marelli a scavare sempre più profondamente dentro e fuori di sé…

Non è esattamente un romanzo ma un’autobiografia che assomiglia molto a un romanzo, questa. Andando a cercare notizie sull’autore si scopre che quella raccontata da Marelli è proprio la sua vita. Un viaggio nel suo passato alla ricerca di qualcosa, l’oggetto della ricerca identificato nel fratello e nella vita “segreta” del padre è in realtà una ricerca di se stesso, un percorso che lo porta almeno apparentemente a chiedersi il perché di determinate scelte che dall’esterno sembrano contraddittorie. Il viaggio è forse anche una scusa per raccontare se stesso, i propri cambiamenti, quello che hanno rappresentato gli anni ’70, l’impegno politico che per molti – lui compreso ‒ è stato totalizzante al punto di determinare anche le relazioni amorose e le impostazioni familiari. Raccontato con una sorta di distaccata “meraviglia”, quasi che i fatti narrati fossero accaduti a qualcun altro, Troppa nebbia nel cuore è un libro in cui c’è dentro tutto dell’autore: il rapporto con la madre e con i figli, i due matrimoni. Non manca neanche un’incursione nella magia, l’incontro con messaggeri dell’aldilà che avvengono sia a Milano sia a Cuba dove inspiegabilmente si sente a casa, dove una Santera – figura tipica che cade in trance e divina il futuro anche con sacrifici di animali ‒ gli conferma quello che già sapeva. Un racconto che rimane sospeso, quasi incompiuto, come può essere incompiuta una vita fino a quando ci sarà un altro giorno da vivere.

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