Troppo vicino per (non) odiarti

Troppo vicino per (non) odiarti

Ora che Annemarie è morta e ha raggiunto il suo amato Falk, Susanne è davvero sola. I suoi genitori si sono trasferiti al caldo andaluso, i nonni “adottivi” della porta accanto la guardano dal cielo, e l’ex Rene ‒ quel bastardo che le ha messo le corna ‒, è ormai una storia chiusa. Le restano soltanto: la compagnia del suo gattone Charly, le amiche-colleghe della sua agenzia e la passione per il giardinaggio. Ma a soli 28 anni e con una carriera in ascesa è un po’ poco per Susanne Kollmann, in fondo la vita può darle di più, magari un nuovo amore o anche solo un imprevisto che interrompa la sua routine collaudata. Se poi l’imprevisto in questione ha un metro di lingua, grandi orecchie appuntite e il mantello pezzato di una mucca, Susanne rischia un infarto! Il nuovo vicino ha portato con sé il suo adorabile alano Lilly, i suoi irresistibili occhi scuri e un repertorio di battutine al vetriolo che le fanno contorcere le budella. Lui si chiama Jan, suona in un gruppo e Susanne già lo odia…

Se in allegato al libro ci fosse un bel manuale per le istruzioni probabilmente reciterebbe così: come innamorarsi dell’affascinante vicino di casa e invece di godersi la vita complicarsela senza uno straccio di ragione! Lontano parente di quella commedia degli equivoci anni ’60 in cui la protagonista vestiva i panni impacciati di Sandra Dee, le bastava sbattere gli occhioni affinché il bello di turno crollasse stecchito e tra un litigio e una sequela di malintesi alla fine i due vissero felici e contenti ma in quel di Germania, Troppo vicino per (non) odiarti scorre via senza lasciare traccia. Un digestivo analcolico con un lieve sentore fruttato, prevedibile quanto godibile. Una prova d’autore quella di Johanna Danninger ‒ infermiera bavarese col pallino della scrittura ‒, in linea con la leggerezza a buon prezzo di Sophie Kinsella, priva di drammi e di lacrimoni, più romance che melò ma con poca spina dorsale. Piazzatelo in borsa se vi aspettano spiagge e ombrelloni, i dialoghi da rotocalco rosa non richiedono troppo impegno e di certo non ci perderete notti di sonno.



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