Truffe.com

Truffe.com
Si parla di truffe in Internet e la mente corre lì: all’e-mail nigeriana. Alzi la mano chi non l’ha aperta anche solo una volta per leggerne il contenuto, per poi chiedersi “chi mai potrà cascarci?”. Ecco, un numero imprecisato di ingenui che permettono ogni anno un giro d’affari stimato intorno ai 100 milioni di dollari solo verso gli Stati Uniti. Ma si tratta soltanto di una fetta della torta delle frodi, e in realtà qui internet c’entra poco, o comunque molto meno di quanto c’entri Wanna Marchi. L’esca infatti è di tipo psicologico (guadagnare tanto e subito senza muoversi dalla sedia), e internet è solo il mezzo. E usiamo il termine esca solo perché il fenomeno delle truffe via mail è conosciuto in rete come “phishing” (l’assonanza con il termine inglese “fishing” lascia pochi dubbi sull’interpretazione etimologica). E se, come nel phishing, c’è bisogno del contributo della nostra imprudenza, ci sono tanti altri casi in cui anche il più scaltro navigatore può essere catturato: può capitare con il dialer dirottatore su numeri a tariffazione elevata (truffa che le connessioni ADSL hanno pressoché annientato) , o perché i dati del bancomat e della carta di credito ci vengono “scippati” dalla nostra casella di posta (boxing), quando non direttamente dal cestino (trashing). L’indagine condotta da Umberto Rapetto, colonnello della Guardia di Finanza e comandante del GAT - Nucleo Speciale Frodi Telematiche, si allarga a 360 ° e dedica alcuni capitoli anche alle frodi via sms, alla clonazione delle carte di credito, al miraggio del “multilevel” (o marketing piramidale) . Con un linguaggio scorrevole e diretto, grazie all’esperienza come giornalista dell’altra autrice Maria Teresa Lamberti, il volume (che riporta anche alcune storie vere) ci spiega cosa fare, come difendersi e a chi rivolgersi una volta che ci siamo accorti di aver “abboccato” all'amo.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER