Tu, mio

Tu, mio
Imparare la vita, farlo da un ragazzo, dalla pesca, dal mare, nell’estate dei sedici anni di un giovane di città che trascorre le vacanze estive in un’isola del Tirreno. Ogni mattina si alza e si siede sulla piccola barca di Zio, e lì osserva senza domandare nulla la perizia di Nicola, che sa come prendere le onde restando in equilibrio, che non sfida l'acqua limpida né le sue profondità, che vive di ciò che il mare offre senza abusare di lui, che pesca. Condivide con quei pescatori il tempo ascoltando i racconti di una guerra appena passata, ma già così lontana per i suoi genitori che si rifiutano di rispondere alla sua curiosità. Impara senza chiedere, cresce senza accorgersene. Poi l’incontro con Caia, una ragazza più grande; di lei nessuno sa molto, il suo nome insolito ma bello e i suoi modi seducenti e schivi la rendono misteriosa e inarrivabile. Grazie a Daniele, suo cugino, e alla complicità di una spiaggia il ragazzo e la ragazza si incontrano e la loro vita non può che cambiare...
Un breve romanzo dai colori forti del sud, una scrittura essenziale fatta di frasi brevi che tratteggiano i caratteri dei protagonisti - colti nel momento del cambiamento su quella sottile ed affascinante linea tra l’adolescenza e l’età adulta. Una storia semplice, impreziosita da una scrittura forbita ma mai pesante, la piccola storia di un ragazzo su cui si proiettano le ombre della storia, quella con la S maiuscola, quella che come brace è pronta a riaccendere il fuoco della rabbia, dell’odio. Un romanzo apparentemente povero che porta in sé la forza e la prepotenza della crescita, dell’affermazione del sé, della voglia di agire. Il finale inaspettato ed efficace è il retrogusto amaro che rimane in bocca e che fissa anche sui palati più difficili la sua nota unica.

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