Tumbas

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La tomba di Virgilio sta alla periferia di Napoli: Cees Nooteboom lo ha letto la prima volta nel 1976, e ci arriva attraverso “tunnel sbagliati” e “un traffico da suicidio”. La tomba dell’Omero dei latini è una torre di pietra grezza che ha perso la sua sacralità, le piante che la circondano sono quelle citate dal poeta ma intorno ci sono le impalcature dei restauri in corso. “Un gel viengli a discior le membra,/ L’anima geme sdegnosa, e fugge all’ombre”. Così Enea uccide Turno, alla fine del XII canto dell’Eneide; accanto alla tomba un cunicolo scende in basso, verso le ombre, ostruito da sbarre. La tomba di Ezdra Pound sta a Venezia, vicino a quella del poeta russo Brodskij, Pound con un passato da antisemita (salvato dalla fucilazione solo per l’intervento dei suoi ammiratori, tra cui Eliot) e Brodskij, rifugiato politico scampato al comunismo. Chissà di cosa parlano? Politica e guerra? Oppure solo di rima e composizione, loro che sono stati lontani nelle idee ma vicini nello stile? Da qualche parte a Kyoto, tra muri di fabbrica e accanto a un oleandro spuntato, Nooteboom accende tre candele che si spengono immediatamente. Sono per Murasaki Shikibu, che nel X secolo scrisse il primo romanzo della storia giapponese, la Storia di Genji, un romanzo proustiano pieno di intrighi e amori, con al centro un principe splendente. A leggerlo, dice Nooteboom, si ha ancora l’impressione di camminare per i palazzi, all’apice della cultura Heian… una catena di rituali, etichette e cortigiani fuori dal mondo del popolo. Eppure con personaggi più vivi e passionali di quelli bidimensionali del nostro Medioevo…

Tumbas è appunto una raccolta di descrizioni di tombe, sepolcri di poeti e pensatori. Da non intendersi però, assolutamente, come una guida di viaggio. Nooteboom a volte affianca alla foto della tomba solo una poesia, o più spesso le sue riflessioni personali sull’autore, su quello che di lui ha conosciuto e studiato; più raramente compaiono le descrizioni fisiche e le coordinate geografiche del sepolcro. Allo scrittore olandese vanno due meriti: dare bene e con poco almeno un’idea della vita e dello spirito degli autori e aver dato molto spazio agli scrittori italiani o sepolti su suolo italiano. Potete trovare, tra gli altri, Calvino, Dante, Leopardi e Montale. Insomma, se non è una guida di viaggio può almeno darvi qualche dritta, se avete voglia di rendere omaggio ai vostri pensatori preferiti. Quello che invece manca è proprio a volte uno sguardo più distaccato, di “cronaca”. Dice Nooteboom che le tombe sono ambigue, “custodiscono qualcosa e non custodiscono niente”, che andiamo alle tombe per fare qualcosa di irrazionale, per riprendere una relazione con chi ci ha detto qualcosa. Dunque acquistatelo se siete alla ricerca di suggestioni, per quanto irrazionali.



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